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Ultimo aggiornamento il 29/05/2024 alle ore 20:32

Attualità e Politica

31/01/2024 | 16:16

Giochi, Consiglio di Stato conferma il distanziometro di Trento: due sale e un bar dovranno rimuovere gli apparecchi

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Giochi Consiglio di Stato conferma il distanziometro di Trento due sale e un bar dovranno rimuovere gli apparecchi

ROMA – Via gli apparecchi da gioco in due sale e in un bar di Trento. Lo ha stabilito, con tre sentenze, la Quarta Sezione del Consiglio di Stato. I titolari degli esercizi avevano fatto appello contro un'ordinanza comunale che prevedeva, entro il 12 agosto 2022, la rimozione degli apparecchi da gioco dai locali la cui distanza dai luoghi sensibili fosse inferiore ai 300 metri stabiliti dalla legge regionale del 2015. Un'ordinanza in precedenza già confermata dal Tar di Trento, e la cui validità è stata ribadita ora anche da Palazzo Spada. I luoghi sensibili vicini alle sale in causa comprendono scuole per l’infanzia, un oratorio, un circolo per anziani e un istituto sanitario. Le parti ricorrenti lamentavano un’applicazione troppo stringente della normativa, alla quale sarebbe seguito un effetto espulsivo che avrebbe reso impossibile l’esercizio dell’attività nel comune di Trento. Tuttavia, sottolineano i Giudici, per nessuno dei casi in esame questa circostanza si verifica: il territorio comunale comprende infatti una porzione del 22,4% “disponibile per la delocalizzazione” e che questa è possibile “anche qualora questo dato si riduca del 50% per tener conto della presenza di caratteristiche insediative e di urbanizzazione che rendono improbabile localizzare esercizi di gioco in parte di queste aree”. Un’area dunque superiore a quell’1% che la giurisprudenza ritiene minimo indispensabile alla tutela degli esercenti. Ciò considerato, il Collegio “non può che osservare come il limite di distanza di 300 metri fissato dalla normativa della Provincia di Trento rientri nei valori ritenuti non sproporzionati dalla giurisprudenza di questo Consiglio, e come lo stesso vada affermato per la percentuale di territorio disponibile per la delocalizzazione”. Per queste ragioni il Consiglio di Stato ha rigettato gli appelli, confermando le norme sul distanziometro. 
GF/Agipro

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