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Ultimo aggiornamento il 12/06/2021 alle ore 20:40

Attualità e Politica

26/04/2021 | 16:03

Giochi nel Lazio, Baldazzi (Eurispes): "Effetto espulsivo del distanziometro è una certezza, così si creano praterie per l'illegale"

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ROMA - L’analisi dell’Eurispes sul piano urbanistico ha dimostrato che, con l'entrata in vigore del distanziometro nel Lazio, «l’effetto espulsivo» del gioco legale «non è una possibilità, bensì una certezza»: questo, «alla prova dei fatti, determina il dissodamento di vere e proprie praterie per l’offerta illegale». Lo ha detto Alberto Baldazzi, vicedirettore Eurispes, nel corso del webinar "Analisi dell’impatto sociale del settore del Gioco Pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della Legge regionale 5/2013", promosso da Acadi. I dati dello studio sul gioco illegale portato a termine da Eurispes, raccolti dalla Guardia di Finanza e dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, «erano già allarmanti»: nel Lazio, gli interventi della Gdf sono passati da 315 nel 2017 a 566 nell’anno successivo, con le violazioni riscontrate salite da 123 nel 2017 a 165 nel 2018. In aumento anche i punti clandestini di raccolta scommesse oggetto di sequestro (passati da 11 nel 2017 a 25 nel 2018). I dati relativi ai sequestri restituiscono, invece, un netto divario tra gli apparecchi da gioco sequestrati nel 2017 (139) e quelli oggetto di sequestro nel 2018 (14). Sono in aumento i punti clandestini di raccolta scommesse oggetto di sequestro (passati da 11 nel 2017 a 25 nel 2018) e, anche riguardo alla raccolta illegale delle scommesse, l’andamento relativo all’imposta unica “accertata” risulta inverso a quello dei sequestri, evidenziando nel 2017 la somma di 34.450 euro a fronte di nessun importo per il 2018. Inoltre, il Libro Blu 2018 dei Monopoli, relativamente ai controlli e accertamenti eseguiti nella Regione Lazio, indica un totale complessivo di 1.569 violazioni amministrative ed un’imposta accertata pari a 38.675.562 euro, a fronte di 622 sanzioni irrogate.
«È del tutto evidente che il prolungamento della chiusura forzata del comparto a causa della pandemia, per ormai 10 mesi su 14 da marzo 2020, rappresenta la "prova del 9": il settore difficilmente sarà in grado di recepire il riordino, per il quale comunque i tempi non sono immediati, se non viene messo in grado di arrivare vivo alla metà», spiega Baldazzi. Nel Lazio, però, «l’entrata in vigore del distanziometro il prossimo agosto precluderà qualsiasi ipotesi di successiva riorganizzazione» del settore giochi, «in quanto la filiera sarà sostanzialmente disarticolata, a vantaggio dei soggetti illegali. È bene che gli Amministratori ne siano consapevoli», conclude.
MSC/Agipro

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