Attualità e Politica
19/04/2021 | 14:09
19/04/2021 | 14:09
ROMA - As.tro e Sapar saranno a fianco degli imprenditori e dei lavoratori piemontesi del gioco legale, domani dalle 9.30 davanti Palazzo Lascaris, per denunciare gli effetti distorti prodotti dalla legge regionale sul gioco e chiedere un intervento urgente alle Istituzioni piemontesi, «con l’auspicio che il dibattito in seno al Consiglio regionale esca fuori dai binari del furore ideologico contro il gioco e si concentri sulla ricerca di una soluzione in grado di contemperare le esigenze di salvaguardia della salute pubblica con quelle di tutela dell’occupazione e della libertà economica».
La manifestazione, che si terra a partire in coincidenza della seduta del Consiglio Regionale del Piemonte, «avrà come obiettivo principale quello di chiedere una modifica urgente della legge regionale del Piemonte nella parte in cui prevede l’applicazione retroattiva dei divieti all’offerta di gioco», si legge in una nota, e «rappresenterà – oggi più che mai - l’esempio di una categoria di imprenditori e lavoratori impegnata a difendere la legalità e il ruolo dello Stato nella distribuzione dei prodotti di gioco, ma anche l’emblema di una seria contrapposizione agli approcci proibizionisti che stanno avvantaggiando solo il business illegale, mentre costringono le piccole e medie aziende di gioco radicate sul territorio – quelle stesse che hanno fortemente creduto al processo di legalizzazione avviato nei primi anni 2000- a chiudere e a licenziare i propri dipendenti».
Dopo oltre tre anni, la legge regionale, «pur non avendo fatto registrare alcuna diminuzione sulla raccolta di gioco (i dati ADM relativi al periodo 2016-19 evidenziano un aumento della raccolta complessiva pari a 460 milioni di euro, +7%) né alcun miglioramento sul fronte della lotta al gioco patologico (1.054 pazienti in cura nel 2019, erano 1.012 nel 2012) ha determinato e continuerà a determinare conseguenze devastanti sulla tenuta delle imprese del gioco legale del Piemonte e sul relativo bacino occupazionale», si legge ancora.
«La Cgia Mestre ha prudenzialmente stimato che l’applicazione retroattiva del “distanziometro” ha già comportato la perdita di 1.700 posti di lavoro: questo dato non tiene ancora conto delle perdite occupazionali che riguarderanno le sale da gioco e le sale scommesse, la cui chiusura coatta, iniziata nel maggio 2019, entrerà pienamente a regime quest’anno».
«Gravi sono anche le conseguenze che si registrano sul fronte della legalità. I dati della Guardia di Finanza elaborati dalla Cgia Mestre sottolineano una preponderante riemersione del gioco illegale su tutto il territorio regionale: il tasso di positività dei controlli è tendenzialmente in crescita (i soggetti verbalizzati per violazione delle normative che disciplinano l’offerta di gioco sono aumentati del 181%) così come è in forte crescita, rispetto al 2016, il numero degli apparecchi sequestrati», conclude la nota.
RED/Agipro
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