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Ultimo aggiornamento il 14/10/2019 alle ore 19:02

Attualità e Politica

29/05/2019 | 10:37

Giochi, Puglia: manifestazione degli operatori al Consiglio regionale per modificare la legge

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Giochi Puglia: operatori in piazza consiglio regionale

BARI - Si radunano a piccoli gruppi sul grande piazzale del palazzo che ospita il Consiglio Regionale della Puglia. Hanno striscioni, bandiere, messaggi per rivendicare la loro sopravvivenza. Sono esercenti e lavoratori del settore dei giochi, che questa mattina a Bari aderiscono alla manifestazione organizzata dalle Organizzazioni Sindacali Filcams CGIL e Fisascat CISL Puglia, alla quale partecipano anche le principali associazioni di settore, unite nel protestare contro l'imminente entrata in vigore degli effetti della legge sul gioco patologico. In base alla normativa vigente, dal prossimo 15 giugno le sale giochi e gli apparecchi da intrattenimento (slot e Vlt) non in regola con il regime delle distanze minime dovranno chiudere i battenti. Il termine originario era il 15 dicembre 2018, ma nello scorso ottobre il Consiglio Regionale ha approvato una proroga di sei mesi, in attesa di un riordino normativo nazionale che nel frattempo non è stato realizzato dal Governo. In occasione della manifestazione di oggi, alcune associazioni del comparto giochi hanno invitato i loro iscritti in tutta Italia a sospendere l'attività di raccolta dalle 10 alle 13, come gesto di solidarietà nei confronti degli operatori pugliesi. 

La legge della Regione Puglia sul “contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico” è stata approvata il 13 dicembre 2013. Analogamente alle normative vigenti in altre regioni italiane, il testo disciplina l'esercizio delle sale da gioco e l'installazione di apparecchi da intrattenimento (slot e Vlt), “nonché ogni altra tipologia di offerta di gioco con vincita in denaro”. In base alla normativa, nessuna autorizzazione viene concessa ad attività ubicate in un raggio inferiore a cinquecento metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali e strutture sanitarie. Ai comuni è data peraltro facoltà di individuare altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l'autorizzazione. Come detto, le licenze già attive all'entrata in vigore della legge devono adeguarsi al distanziometro entro il prossimo 15 giugno.

MF/Agipro

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