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Attualità e Politica

17/05/2021 | 13:14

Giochi e banche, Unicredit: "Nessuna preclusione generalizzata nei confronti degli operatori"

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ROMA - In riferimento alla mancata apertura o alla chiusura di conti correnti, «non sono state fornite disposizioni volte alla chiusura generalizzata dei rapporti con gli operatori del settore» giochi. Lo ha detto Andrea Casini, Co-Ceo Commercial Banking Italy di UniCredit, nel corso di un'audizione in Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, in merito alle criticità nei rapporti fra sistema bancario e operatori del settore del gioco legale.
L'obiettivo della cosiddetta "adeguata verifica" da parte delle banche nei confronti delle aziende del gioco «è quello di valutare se instaurare o mantenere un rapporto continuativo con tali persone giuridiche, non sussistendo alcuna preclusione all'apertura o al mantenimento dei rapporto con tale tipologia di clientela, nè con i suoi dipendenti o collaboratori». Rispetto ai rischi - ovvero «la scelta di non instaurare rapporti o di interromperli con alcuni clienti che la banca associa ad alto rischio di riciclaggio, invece che gestirne il rischio» - presso UniCredit «non vi è in atto (e non vi è stata neanche in passato) un'attività di tale tipo. Le casistiche della specie vengono valutate di volta in volta nell'ambito delle attività di adeguata verifica», ha spiegato.

Il gruppo Unicredit «serve in questo settore un ampio numero di clienti, circa 4.000 a fine 2020, in crescita del 9% rispetto al 2018» e «circa il 40% dell'esposizione della banca al settore» giochi «è riferibile a operatori di minori dimensioni», ha spiegato. «Nel 2020, pur considerando il contesto pandemico ancora in corso, l'esposizione complessiva di UniCredit è risultata sostanzialmente stabile, registrando un incremento di 6 milioni». UniCredit «adotta un approccio prudenziale, richiedendo che le decisioni relative a tale settore debbano essere prese da un organo decisionale, in possesso di comprovata esperienza. Sostanzialmente, il business non può prendere la decisione finale, ma c'è una struttura di controllo che ovviamente va a confermare la decisione», ha sottolineato.
«Continueremo ad applicare il metodo indicato dalla Banca d'Italia» secondo cui «non sono conformi esclusioni di carattere generalizzato, basate sull'appartenenza del richiedente a una categoria economica. L'eventuale decisione - adeguatamente motivata - di mancata apertura o di chiusura di un conto di pagamento è assunta in base a elementi riferiti al caso concreto», ha concluso, sollecitando «un intervento normativo» che «permetta alle banche di ottenere dalle società di gaming tutta la documentazione utile a valutare i presidi e i controlli in materia di prevenzione del riciclaggio, posti in essere dalla società stessa, cosa che - a nostro avviso - renderebbe più agevole il loro accesso al credito».
MSC/Agipro

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