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Ultimo aggiornamento il 03/03/2026 alle ore 18:10

Attualità e Politica

03/03/2026 | 14:58

Gioco, As.Tro replica a CronacaQui Torino: "Confusione tra raccolta e spesa nei dati sul Piemonte"

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Gioco As.Tro replica a CronacaQui Torino: Confusione tra raccolta e spesa nei dati sul Piemonte

ROMA - Nel 2024 la spesa per il gioco in Piemonte è stata di 1,34 miliardi di euro e non di oltre 9 miliardi come scritto dal quotidiano CronacaQui Torino in un articolo del 1 marzo. Lo afferma Massimiliano Pucci, presidente di Assotrattenimento (As.tro) in una lettera inviata al direttore del giornale. La confusione, spiega Pucci, nasce ancora una volta dalla confusione tra raccolta e spesa effettiva, ottenuta sottraendo le vincite al volume totale di gioco. In base ai dati ufficiali dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la spesa del gioco fisico, nella Regione, è stata quindi di 1,05 miliardi di euro e non di 4,5 miliardi, e di 284 milioni di euro per l'online contro i 5,25 miliardi citati da CronacaQui Torino. La spesa effettiva media, all'anno, per ciascun cittadino sarebbe stata quindi di 315,28 euro (0,86 euro al giorno) e non a 2.232 euro come riportato nell’articolo.

Il presidente di As.Tro critica inoltre anche il dato, inserito nel pezzo, di 1,5 milioni di italiani "affetti da dipendenza da gioco". "In Italia - ha affermato Pucci - manca una banca dati ufficiale che documenti la reale diffusione del fenomeno della dipendenza da gioco, non comprendiamo come sia stato determinato quel numero". Secondo i dati di ricerca di As.Tro ottenuti, si legge nella lettera, "mediante specifiche istanze di accesso civico, a tutte le Aziende Sanitarie presenti sul territorio nazionale", il numero di pazienti in cura per dipendenza da gioco, sull’intero territorio nazionale, "è pari a circa 20 mila persone". Sappiamo bene - ha aggiunto Pucci - che esiste una parte rilevante di persone malate che rimangono nell’ombra ma l’unico dato obiettivo da cui, a nostro avviso, si dovrebbe necessariamente partire per elaborare una stima credibile del fenomeno non può che essere quello riguardante il numero delle persone in cura per tale patologia".

As.Tro, conclude la lettera, respinge infine qualsiasi "tentativo di equiparare gli operatori del gioco lecito a delle consorterie criminali, ampiamente presente nell’articolo, lo respingiamo con fermezza perché la nostra attività di associazione di categoria ci ha permesso di constatare che il nostro settore è per la sua grandissima parte composto da imprenditori onesti e il fatto, innegabile, che esistano infiltrazioni criminali anche nel settore del gioco lecito non può consentire di infangare l’onorabilità di un’intera categoria".

RED/Agipro

 

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