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Ultimo aggiornamento il 14/04/2026 alle ore 22:35

Attualità e Politica

14/04/2026 | 18:10

Gioco responsabile, De Vita (DG Fondazione Fair): “Responsabilizzare tutta la filiera, dagli operatori agli utenti”

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Gioco responsabile De Vita (DG Fondazione Fair): “Responsabilizzare tutta la filiera dagli operatori agli utenti”

ROMA – “Il vero gioco responsabile e sostenibile è quello che responsabilizza tutta la filiera, dagli operatori ai giocatori. I concessionari devono trovare un punto d'accordo su azioni e regole comuni, anche etiche, per far capire la vera differenza fra gioco legale e gioco illegale”. Queste le parole di Stefano De Vita, direttore generale della Fondazione Fair, durante l'Italian Gaming Expo 2026, in corso a Roma. 

“Così – ha continuato De Vita – si fa capire, soprattutto ai giovani, cosa è il gioco sano per divertirsi senza eccedere. Le aziende del settore hanno oggi a disposizione strumenti che prima non avevano. Pensiamo a modelli d'intelligenza e di analisi comportamentale per prevenire e intercettare possibili situazioni problematiche”.

“Nel corso degli anni sono state inasprite sempre di più le sanzioni per quegli operatori che permettono l'accesso al gioco ai minorenni, ma chiaramente non sono ancora sufficienti”, ha commentato Elisabetta Poso, direttrice Ufficio Apparecchi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. “Andrebbe migliorata – ha aggiunto – l'educazione dei giovani su come gestire le proprie finanze e sui rischi del gioco problematico. Nelle nuove concessioni online l'analisi del comportamento dei giocatori è diventata centrale così come lo diventa sempre più anche la formazione del personale dei punti gioco fisici, per dare loro gli strumenti per riconoscere i segnali problematici e saper aiutare quei giocatori in difficoltà”.

Educazione finanziaria e gestione dei soldi sono cose che dovrebbero essere insegnate fin da bambini nelle scuole, inserendole come materia di approfondimento all'interno delle ore di educazione civica”, è il messaggio lanciato da Elena Murelli, senatrice della Lega. “Occorre anche – ha specificato – investire sulla prevenzione per non affrontare i problemi solo quando ormai sono già emersi”.

Il dibattito è stato arricchito dalla presentazione di una ricerca dell'Università Cattolica di Milano sul gioco fra gli Under 25, illustrata dalla ricercatrice Cinzia Castiglioni. Lo studio evidenzia come i Gratta e Vinci siano la forma di gioco preferita dai giovani, seguita dalle scommesse sportive. Emerge anche che i giocatori giovani tendono a sottostimare i rischi e le conseguenze negative del gioco, e il ruolo del caso e della fortuna. Il 22% degli intervistati dichiara di aver iniziato a giocare da minorenne, quindi prima dell'età legale. Un dato che, sottolinea Castiglioni, potrebbe essere sottostimato e rappresenta “un pericoloso campanello d'allarme culturale”. Fra le misure per un gioco più sicuro prevale l'impostazione di limiti di spesa (36%) mentre sembrano avere meno successo (17%) i limiti temporali. Sono ancora meno quelli che si rivolgono a persone care, amici o familiari per provare a limitarsi nel gioco. Il 64% del campione sostiene di aver sentito parlare di gioco responsabile, dato positivo ma che non indica una conoscenza approfondita. Il 33% ha però un'opinione negativa del concetto stesso di gioco responsabile, ma la metà (49%) si dichiara interessata a saperne di più

DVA/Agipro


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