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Ultimo aggiornamento il 14/05/2026 alle ore 18:07

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14/05/2026 | 16:36

Gioco responsabile, Lanfranconi (Fondazione Fair): “Divieto pubblicità in vigore, consentita solo comunicazione informativa”

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Gioco responsabile Lanfranconi (Fondazione Fair): “Divieto pubblicità in vigore consentita solo comunicazione informativa”

ROMA - “Lo scenario normativo attuale resta quello del divieto di pubblicità del gioco. Vige ancora il Decreto Dignità, che ha promulgato un divieto di pubblicità del gioco”. Lo ha detto Marina Lanfranconi, avvocato e Principal Legal, Intellectual Property, Media & New Technologies presso KPMG, e Vice Coordinatore del Comitato Scientifico di Fondazione Fair nel corso di un evento online della Fondazione Fair. Nel corso dell’incontro è stata presentata la ricerca “La comunicazione sul gioco responsabile”, promossa dalla stessa Fondazione e realizzata da Ipsos e BVA Doxa. Il successivo decreto di riordino dei giochi ha introdotto “una ulteriore possibilità di comunicazione informativa”, definita come “pubblicità funzionale alla diffusione del tema del gioco responsabile” e che ha creato un po’ di “confusione interpretativa”.
Lanfranconi ha precisato che “il contesto resta comunque un contesto di diffusione informativa”, finalizzato alla tutela della salute del giocatore. Nel suo intervento, Lanfranconi ha richiamato anche la definizione di gioco responsabile contenuta nel decreto legislativo di riordino: “L’insieme di misure volte a ridurre la diffusione di comportamenti di gioco eccessivo o problematico, volte a sviluppare nel giocatore la capacità di giocare in modo equilibrato, consapevole e controllato”. La normativa in vigore punta alla tutela della salute del giocatore anche attraverso “strumenti di tecnologia avanzata, come gli strumenti di intelligenza artificiale”, con l’obiettivo di adottare “misure idonee” di prevenzione.
Nel dettaglio, Lanfranconi ha spiegato che l’articolo 15 del decreto di riordino distingue due ambiti della comunicazione commerciale. Da una parte vi è la comunicazione obbligatoria, per la quale “i concessionari dovranno investire lo 0,2% dei ricavi netti in comunicazione su tematiche di interesse sociale e prestabilite”, con finalità di “tutela, prevenzione e formazione dei giocatori”, in particolare delle fasce considerate vulnerabili, come “giovani e anziani”.
Dall’altra parte, il decreto prevede la possibilità per i concessionari di realizzare campagne “di promozione e diffusione anche a fini sociali”, purché riferite “a messaggi coerenti con le esigenze di promuovere la prevenzione e il contrasto del gioco patologico”. In questo quadro, c’è poi il recente aggiornamento delle linee guida da parte di Agcom. Tra i chiarimenti contenuti nell’atto di indirizzo, la relatrice ha evidenziato che le comunicazioni sul gioco responsabile possono essere rivolte “a qualsiasi utente” e che gli obblighi “valgono non solo per i concessionari, ma anche per qualsiasi soggetto che dovesse promuovere o diffondere temi di gioco responsabile”. La rappresentante di Fondazione Fair ha definito “molto interessante” la raccomandazione relativa al monitoraggio dell’impatto dei messaggi sul pubblico, attraverso la verifica “del ricordo e della comprensione” da parte degli utenti, in un’ottica di “miglioramento e misurazione dell’impatto in termini di recepibilità”.

NT/Agipro

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