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Ultimo aggiornamento il 29/05/2026 alle ore 16:40

Attualità e Politica

29/05/2026 | 13:25

Limiti orari slot e Vlt a Curno (BG), Tar Lombardia respinge ricorso di un gestore: "Misura legittima e proporzionata"

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Limiti orari slot e Vlt a Curno (BG) Tar Lombardia respinge ricorso di un gestore: Misura legittima e proporzionata

ROMA - Le fasce orarie di apertura delle sale da gioco e di utilizzo degli apparecchi nel Comune di Curno (in provincia di Bergamo) sono pienamente legittime e rappresentano un punto di equilibrio proporzionato fra la libertà d'iniziativa economica e la tutela della salute dei cittadini. Lo ha stabilito il Tar Lombardia, Sezione di Brescia, che ha respinto il ricorso di una società, titolare di una sala slot nel territorio comunale, contro l'ordinanza del sindaco del febbraio 2024 che fissa i limiti orari dalle 9 alle 23, compresi i giorni festivi.

Il ricorso sosteneva che la decisione del Comune fosse basata su dati statistici sul gioco a livello provinciale e quindi non strettamente legati al Comune di Curno. Faceva inoltre riferimento alla violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e al mancato coordinamento con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli come previsto dall'Intesa del 2017 fra Stato e Regioni. Il superamento del limite di sei ore di interruzione del servizio delle sale da gioco avrebbe violato proprio questa Intesa.

I giudici amministrativi hanno però respinto l'interpretazione del ricorso, sottolineando come i Comuni possano utilizzare autonomamente i propri poteri nel contrasto alla ludopatia, prevenzione del gioco problematico e tutela della salute pubblica. Un principio ribadito da diverse sentenze del Consiglio di Stato. L'Intesa fra Stato e Regioni approvata nel 2017 dalla Conferenza Unificata non è inoltre un provvedimento vincolante perché non è mai pienamente entrata in vigore con un decreto ministeriale apposito. Nonostante questo, il Comune di Curno aveva comunque inviato ad Adm la bozza dell'ordinanza sui limiti orari, senza ricevere osservazioni in merito.

Il Tar Lombardia ritiene inoltre che la fase istruttoria svolta dal Comune per stabilire le fasce orarie sia stata correttamente condotta e si fondi su dati comprovati a livello comunale. La possibilità di apertura per 14 ore consecutive appare quindi proporzionata e ragionevole.

DVA/Agipro

 

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