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Ultimo aggiornamento il 31/03/2026 alle ore 17:23

Attualità e Politica

31/03/2026 | 14:25

Malta non riconosce le sentenze estere sul gioco illegale, la Commissione Ue: "Procedura di infrazione prosegue”

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Malta non riconosce le sentenze estere sul gioco illegale la Commissione Ue: Procedura di infrazione prosegue”

ROMA - Prosegue la valutazione, da parte della Commissione europea, della procedura d’infrazione (aperta a giugno 2025) nei confronti di Malta, per il mancato riconoscimento delle sentenze UE in materia di gioco online. Nella risposta all’interrogazione del deputato europeo Martin Schirdewan (The Left), il commissario McGrath, per conto della Commissione, ha precisato che la valutazione viene condotta “nel pieno rispetto del diritto dell’UE e sulla base di tutti gli elementi giuridici e fattuali pertinenti”. 
La Commissione ha aggiunto che, dato il coinvolgimento di numerosi soggetti e la complessità della materia, “non è possibile indicare una scadenza precisa per il completamento dell’esame o eventuali misure di follow-up. La Commissione deciderà in merito alle opportune misure di follow-up una volta completato l’esame”. 

Schirdewan chiedeva in particolare di chiarire la “scadenza effettiva” per l’esame delle argomentazioni presentate da Malta e la data entro cui si prevede il completamento dell’analisi e l’eventuale adozione di misure di follow-up. 

Al centro della controversia c’è il Bill 55, introdotto nel 2023 e oggi parte del Gaming Act, che consente ai tribunali maltesi di non riconoscere sentenze provenienti da altri Stati membri nei confronti di operatori di gioco con licenza maltese, qualora queste siano ritenute in contrasto con l’ordine pubblico o la normativa nazionale. Malta sostiene che la norma non crei un’immunità generalizzata, ma tuteli il proprio modello regolatorio e ribadisca principi già presenti nel diritto europeo.

La Commissione europea, dopo aver esaminato le osservazioni maltesi, continua l’analisi della questione. Al termine, deciderà se archiviare il caso o procedere con ulteriori passi nella procedura d’infrazione, fino a un eventuale deferimento alla Corte di giustizia dell’UE.

FRP/Agipro

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