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Ultimo aggiornamento il 21/06/2024 alle ore 21:10

Attualità e Politica

11/06/2024 | 15:45

Multa da 750mila euro di Agcom a Google, Consiglio di Stato rinvia decisone alla Corte di Giustizia dell’Unione europea

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Multa da 750mila euro di Agcom a Google Consiglio di Stato rinvia decisone alla Corte di Giustizia dell’Unione europea

ROMA – Il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte di giustizia dell’Unione europea la decisione sul provvedimento del 19 luglio 2022 con cui l’Agcom ha irrogato a Google una sanzione di 750mila euro per la violazione “Decreto dignità”, che vieta qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi o scommesse. 

Il Tar aveva annullato la multa sottolineando l’esenzione da responsabilità dell’hosting provider Google, che si limitava ad offrire uno spazio virtuale su cui gli utenti (in questo caso il content creator Spike) possono caricare i propri contenuti. In seguito al ricorso di Agcom, i giudici hanno optato per rinviare la questione alla Corte di giustizia, trattandosi di questione relativa all’interpretazione del diritto UE e rispetto alla quale non ci sono precedenti nella giurisprudenza comunitaria. Sono due nello specifico i quesiti su cui la Corte è invitata a rispondere. In primo luogo, se la direttiva sia applicabile agli hosting provider per le attività relative alla pubblicizzazione online di giochi o scommesse con vincite di denaro e alla pubblicizzazione del gioco d'azzardo. Laddove la Corte di Giustizia risponda in senso affermativo, il Collegio intende sottoporre alla Corte europea un secondo interrogativo: è possibile assegnare a Google il regime di responsabilità privilegiato, considerandolo un hosting provider passivo, quindi non a conoscenza del fatto che l'attività in questione sia illecita? A tal proposito, secondo il Consiglio di Stato “le complessive attività realizzate da Google nell’ambito della partnership commerciale delineano un ruolo di Google non meramente “passivo”, in quanto controlla i contenuti dei propri partner e ne ottimizza l’attività commerciale condividendone con essi i profitti economici”. Di conseguenza, Google dovrebbe essere qualificato quale hosting provider attivo con conseguente inapplicabilità del regime di responsabilità privilegiato.

GL/Agipro

Foto credits Sailko CC BY 3.0

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