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Ultimo aggiornamento il 21/09/2018 alle ore 19:03

Attualità e Politica

17/01/2018 | 11:13

Operazione "Gioco sporco 2" a Messina: sequestrati 8 centri scommesse illegali, sanzioni per oltre 150mila euro

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Operazione Gioco Messina scommesse sanzioni

ROMA - Otto centri scommesse illegali sono stati scoperti dalla Guardia di Finanze tra i Comuni di Barcellona, Terme Vigliatore e Merì, nella provincia di Messina: in seguito all’operazione “Gioco sporco 2”, sei persone sono state denunciate per esercizio abusivo di gioco e scommesse ed altre violazioni penali alla disciplina sui giochi e, nel complesso, sono state contestate sanzioni amministrative pecuniarie per oltre 150mila euro. Sequestrate dodici postazioni scommesse e cinque videopoker.
Le indagini hanno svelato l’attività illegale svolta da alcuni esercizi commerciali che apparivano come normali sale da biliardo o internet point, ma nel corso dei controlli sono stati individuati i registri della contabilità “in nero” delle scommesse raccolte e le numerose ricevute di giocate risultate avere un unico “id giocatore”, significativi elementi indiziari che testimonierebbero pure la raccolta abusiva di denaro. Secondo quanto accertato, infatti, i responsabili si sarebbero interposti fra la clientela e il sistema di puntata, utilizzando conti di gioco personali, col fine di raccogliere le puntate elaborate dagli scommettitori nelle postazioni periferiche, che venivano trasmesse, per il successivo pagamento, a una postazione centrale, presso cui veniva anche stampata la ricevuta di gioco.
Preziosa la collaborazione tecnica di funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Messina che ha permesso di rilevare collegamenti diretti a piattaforme di gioco online e la cronologia delle scommesse effettuate, dimostrando così che gli esercenti avevano predisposto le apparecchiature, connesse alla rete telematica, per consentire ai clienti di scommettere e giocare su piattaforme di soggetti privi di qualsiasi concessione.
Nei locali di una sala scommesse, risultata in possesso della relativa licenza, è stata rilevata anche la presenza di un minore, motivo per il quale il titolare è stato oggetto di una sanzione amministrativa che può arrivare fino ad un massimo di 20mila euro.
RED/Agipro

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