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Ultimo aggiornamento il 27/10/2020 alle ore 14:11

Attualità e Politica

06/10/2020 | 08:49

Operazione Hydra a Lecce, blitz Gdf: sequestrati beni per 3,5 milioni di euro e oltre 1.500 slot

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Operazione Hydra Lecce blitz Gdf slot

ROMA - È scattata questa mattina l'operazione “Hydra” della Guardia di Finanza di Lecce, che ha portato al sequestro di un ingente patrimonio del valore di oltre 3,5 milioni di euro - tra cui oltre 1.500 slot machine dislocate nel centro e sud Italia - riconducibile a tre fratelli di Racale (LE), riconducibili ai clan della Sacra Corona Unita.
Il provvedimento - si legge in una nota della Gdf - è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, e rappresenta l’epilogo delle indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce che conclude un lungo iter giudiziario, iniziato con un provvedimento di sequestro, poi impugnato dai proposti con la conseguente temporanea restituzione dei beni.
Le complesse indagini ed i successivi approfondimenti hanno, invece, dimostrato la riconducibilità alla compagine salentina di una società a responsabilità limitata di Melissano (LE), leader nel settore del gaming e delle scommesse che, al fine di “schermare” i proventi derivanti dal business del gioco, aveva appositamente costituito una nuova impresa affidata a dei prestanome.

Le indagini della Dda della Procura di Lecce e dei finanzieri hanno dimostrato la totale gestione delle attività imprenditoriali da parte del gruppo criminale che ha provato a sviare le indagini, mascherandosi dietro prestanome, per continuare ad imporre la propria leadership nella gestione del gioco, massimizzando i profitti anche manipolando e distribuendo sul territorio apparecchi in grado di frodare i giocatori e il fisco, al quale sono stati sottratti centinaia di migliaia di euro di prelievo erariale.
La costituzione della nuova società, oggi confiscata - sottolineano i giudici leccesi - sarebbe avvenuta attraverso una macchinosa cessione di quote, fraudolentemente studiata a tavolino, tra i reali proprietari ed il loro prestanome, ad un prezzo talmente «vantaggioso» da essere «palesemente incongruo», con un lunghissimo pagamento rateale, senza alcuna liquidità iniziale, secondo modalità «fuori mercato». Il Tribunale di Lecce, considerata la sproporzione tra i redditi del titolare della società e il valore della stessa ha disposto il sequestro e la confisca di tutte le quote societarie nonché dell’intero compendio aziendale, costituito, tra l’altro, da oltre 1.500 slot machine dislocate nel centro e sud Italia, 3 conti correnti e 22 automezzi, oltre che denaro contante rinvenuto dai finanzieri per circa 384mila euro.
RED/Agipro

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