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Ultimo aggiornamento il 12/12/2018 alle ore 20:33

Attualità e Politica

28/02/2018 | 18:16

Caso Piemonte, Parlamento UE: "Stati membri possono limitare il gioco, ma restrizioni siano proporzionate e giustificate"

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Piemonte Parlamento UE Stati membri gioco

ROMA - «Non esiste una normativa dell'UE specifica per il settore del gioco»: gli Stati membri «godono di un'ampia autonomia nella regolamentazione delle loro attività di gioco» e «possono limitare i servizi per proteggere i consumatori, i minori e i giocatori problematici» e per contrastare «la frode e il riciclaggio di denaro», a patto che «tali restrizioni siano «proporzionate, giustificate e non discriminatorie», che «facciano parte di un approccio coerente e sistematico» e che «proteggano effettivamente i cittadini dai pericoli associati al gioco».
È la risposta della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo ad Alberto Cirio (FI), che aveva chiesto chiarimenti sulla compatibilità tra la legge regionale del Piemonte e le libertà economiche del mercato interno previste dal Trattato.

Le regole sulla concorrenza previste dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea «si applicano, in linea di principio, al comportamento delle imprese. Solo in circostanze eccezionali, uno Stato membro può violare le regole della concorrenza» ma non è questo il caso: «non vi sono indicazioni che, adottando la legge regionale per raggiungere obiettivi di politica pubblica, lo Stato membro falserebbe la concorrenza all'interno del mercato interno», si legge ancora nella risposta. In particolare, «non vi sono indicazioni che la legge regionale in vigore richieda o incoraggi l'adozione degli accordi anticoncorrenziali in violazione del TFUE» nè che «crei una situazione in cui un'impresa abbia ottenuto diritti speciali o esclusivi», che la portino «ad abusare della sua posizione dominante, in violazione del Trattato».
MSC/Agipro

 

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