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Ultimo aggiornamento il 02/04/2020 alle ore 18:55

Attualità e Politica

19/02/2020 | 11:05

Relazione GDF 2018: 7.922 interventi nel settore giochi, sequestrati 1.394 apparecchi e 1.263 punti scommesse illegali

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Relazione GDF 2018 giochi apparecchi scommesse illegali

ROMA - Nel settore dei giochi e delle scommesse, la Guardia di Finanza - anche attraverso l’esecuzione di 5 piani coordinati di intervento, di cui tre svolti in forma autonoma - «ha complessivamente effettuato 7.922 interventi, di cui 1.341 irregolari, riscontrando 2.056 violazioni e procedendo alla verbalizzazione di 15.322 soggetti.
A seguito di tali attività, «sono stati sottoposti a sequestro 1.394 apparecchi e congegni da
divertimento e intrattenimento irregolari, in cui vengono ricompresi anche gli apparecchi terminali “totem”, nonché 1.263 punti clandestini di raccolta scommesse». È quanto si legge nella relazione 2018 della Guardia di Finanza, trasmessa al Senato dal Viminale. «Particolare attenzione è stata rivolta al fenomeno della diffusione dei centri di trasmissione dati, canale privilegiato utilizzato dagli allibratori esteri sprovvisti di concessione statale e di licenza di Pubblica Sicurezza, per la promozione della raccolta in Italia di scommesse».
In relazione a tale fenomeno, «merita menzione l’operazione “Scommettopoli” del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria, con cui è stato accertato che una società di diritto maltese ha svolto sul territorio nazionale, per mezzo di plurime unità produttive a direzione unitaria, la raccolta da banco delle scommesse sportive in assenza delle previste autorizzazioni e concessioni, omettendo di dichiarare i redditi conseguiti», si legge nella relazione. «Le attività ispettive di carattere amministrativo, eseguite dal menzionato
Reparto, hanno consentito di rilevare, relativamente ai periodi d’imposta dal 2012 al 2015, elementi positivi di reddito non dichiarati per complessivi 462 milioni di euro ed una base imponibile da assoggettare all’Imposta Unica sulle Scommesse pari a 660 milioni di euro, cui corrisponde un’imposta evasa di 33 milioni di euro».
Sul piano penale, «la competente Autorità giudiziaria ha disposto il rinvio a giudizio dell’amministratore di fatto della società, per il reato di “Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa”.

Tra le numerose indagini della Guardia di Finanza nel 2018 «va evidenziata, per le connessioni con la criminalità organizzata di stampo mafioso, anche l’operazione “Revolution bet”, condotta dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata nell’ambito di indagini coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, congiuntamente ai Nuclei di polizia economico-finanziaria di Catania, Bari e Reggio Calabria. All’esito delle indagini svolte si è proceduto all’esecuzione, sul territorio nazionale ed estero, di 52 misure restrittive e di un provvedimento di sequestro di beni per un valore di circa 1 miliardo di euro, nei confronti di soggetti responsabili dei reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e auto-riciclaggio, illecita raccolta di scommesse on line e fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei guadagni conseguiti». Le attività investigative «hanno permesso di accertare l’esistenza di
un complesso sistema di raccolta illegale di scommesse su eventi sportivi e non, gestito con modalità mafiose tramite un circuito parallelo, costituito da piattaforme informatiche rese disponibili da noti imprenditori e funzionale a raggirare la normativa fiscale e antiriciclaggio, mediante il quale è stato effettuato un volume di giocate stimato in oltre 4,5 miliardi di euro». Infine, nel settore degli apparecchi e congegni da intrattenimento, «va menzionata anche l’operazione della Compagnia di Forlì che ha consentito di sequestrare
28 schede da gioco fraudolentemente alterate, mediante le quali sono state illecitamente raccolte giocate per un importo pari a oltre un milione di euro con relativa constatazione del PR.E.U. sottratto all’Erario per un ammontare di 216mila euro e di richiedere all’Autorità giudiziaria un decreto di sequestro preventivo per equivalente per un importo pari a 334mila euro». Di assoluto rilievo «è l’attività eseguita dal Nucleo di polizia economicofinanziaria di Napoli, che ha individuato e sottoposto a sequestro una spedizione, proveniente dalla Turchia, contenente oltre 62.000 “Gratta e Vinci” contraffatti, la cui vendita avrebbe provocato un danno erariale di oltre 550mila euro».
MSC/Agipro

 

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