Attualità e Politica
31/10/2024 | 10:08
31/10/2024 | 10:08
ROMA – Il servizio di B2B consentito solo a società concessionarie italiane e una generale “mancanza di chiarezza” di alcuni punti stabiliti nel progetto delle regole tecniche, che causa un ostacolo alla libera prestazione dei servizi. Inoltre, un eccesso di restrizioni per l’accesso ai siti di gioco e requisiti discriminatori per chi vuole utilizzare i siti web, a vantaggio delle app. Insomma, poche sorprese: il Governo maltese – nel parere motivato di sette pagine che Agipronews ha potuto leggere e che conferma in pieno tutte le nostre anticipazioni – esprime critiche alla riforma del settore online che l’Italia sta portando avanti. Un documento di sette pagine al quale il ministero dell’Economia sta per rispondere.
POCA TRASPARENZA – Il primo appunto fatto da Malta riguarda la “mancanza di chiarezza e trasparenza” nel progetto di regole tecniche. Come si legge nel documento, il parere di Malta è che questa poca chiarezza andrebbe contro alla direttiva europea che stabilisce che “il mercato interno ha lo scopo di assicurare la libera competitività delle imprese”, e che “un migliore sfruttamento dei vantaggi da parte delle imprese esige in particolare una maggiore informazione”. In sostanza, la mancanza di trasparenza potrebbe scoraggiare gli operatori esteri a entrare nel mercato italiano.
VINCOLI AI SERVIZI B2B – Secondo quanto afferma Malta, nel bando di gara per l'Italia, l'offerta di gioco B2B sarebbe sia permessa solo ai concessionari titolari di una concessione B2C (Business to Customer), necessaria per operare con il consumatore. Questo renderebbe più complicato l'accesso di operatori B2B esteri, costringendoli all'ottenimento di una concessione per operare con il consumatore anche senza la reale necessità.
TROPPI LIMITI VERSO I GIOCATORI – Malta si dice “preoccupata per l'attuazione di limiti restrittivi e incoerenti per i profili dei giocatori”. In particolare, si punta il dito contro la rigidità delle regole per la registrazione dei giocatori sull'uso del dominio “.it” per i siti riguardanti i giochi. Un'eccessiva limitazione, secondo Malta, potrebbe generare uno spostamento dell'utenza verso i canali illegali. Sempre per i giocatori, si sottolinea che i limiti di spesa per i giocatori giovani (dai 18 ai 24 anni) siano validi soltanto per gli account in fase di registrazione, e non per quelli già esistenti.
SITI E APP – Malta critica anche la norma secondo cui sarebbero necessari requisiti aggiuntivi ai concessionari che intendono operare attraverso un sito web piuttosto che sulla semplice applicazione mobile, regola che violerebbe “il principio di neutralità tecnologica”.
GM/Agipro
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