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Ultimo aggiornamento il 18/03/2026 alle ore 14:45

Attualità e Politica

18/03/2026 | 12:05

Riordino e gare retail: il costo di un diritto scommesse sale a 58mila euro, nessuna novità per le slot. Imminente confronto Mef-regioni sul testo

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Riordino gare retail costo diritto scommesse sale 58mila euro nessuna novità slot Imminente confronto Mef regioni testo

ROMA - Prendono forma le gare per le concessioni previste dal decreto legislativo di riordino del gioco retail. Secondo quanto apprende Agipronews da fonti istituzionali, l’ultima novità riguarderebbe il costo del diritto per un punto vendita di scommesse, che potrebbe passare da 50mila a 58mila euro (+16%). La modifica sarebbe stata apportata dopo un’analisi del mercato del betting: la raccolta e i ricavi complessivi sono in crescita, dunque si è reso necessario rivedere il parametro per l’assegnazione delle nuove concessioni. Il costo minimo di ciascun lotto – composto da 25 diritti – passerà da 1 milione e 250 mila euro a 1 milione e 450 mila euro. I pacchetti di betting in vendita nella gara per le concessioni saranno 400, con introiti erariali superiori a 600 milioni. Nessuna novità, contrariamente alle tante indiscrezioni circolate tra gli operatori presenti a Enada Rimini, per la gara degli apparecchi: con un settore in lenta frenata, il pacchetto minimo a disposizione dei concessionari – composto da 4000 diritti per slot machine (in seguito diventeranno più “evolute”), 920 apparecchi Vlt, 800 punti con Awp evolute – manterrà un valore di base d’asta di 25 milioni di euro, sempre con il criterio di aggiudicazione del rialzo. Il limite di concentrazione è fissato a 17 lotti al massimo per ciascun operatore, pari al 34% del totale. L’aspettativa dei tecnici del Mef è di 1375 milioni di euro, calcolando un rialzo medio del 10% rispetto alla base d’asta. 

LAVORI IN CORSO SUL DECRETO LEGISLATIVO – In attesa della scadenza referendaria nel week-end, continua il lavoro di tessitura attorno al testo della riforma. Secondo quanto apprende Agipronews, negli ultimi giorni di marzo, prima del passaggio obbligatorio al Consiglio dei ministri, dovrebbe svolgersi un confronto informale tra tecnici del Mef e rappresentanti delle regioni, con l’obiettivo di condividere nuovamente i passaggi fondamentali del provvedimento. Una volta ottenuto il sì del governo, il testo andrà in Conferenza Unificata per l'intesa con gli enti locali e – successivamente – inizierà il giro delle commissioni parlamentari competenti. 

NT/Agipro

Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0

 

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