Attualità e Politica
22/03/2024 | 13:28
22/03/2024 | 13:28
ROMA – Le proposte sul distanziometro contenute nel documento presentato al Mef dalle Regioni, riguardante il riordino del gioco fisico, esprimono “soltanto l’intento di eliminare surrettiziamente il gioco legale dal territorio”. E' quanto scrive Massimiliano Pucci, presidente di As.Tro, in una lettera indirizzata al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimiliano Fedriga, che Agipronews ha potuto visionare. Nella comunicazione dell'associazione che rappresenta gli operatori di gioco lecito, si criticano le “restrizioni alla dislocazione territoriale dei punti di gioco proposte dal Gruppo Tecnico, il quale auspica un numero abnorme di luoghi sensibili e una distanza di rispetto di 350/400 metri (ricavata dalla media delle distanze minime imposte dalle vigenti leggi regionali)”, oltre che la proposta di “includere tra i luoghi sensibili gli asili nido, le scuole elementari, le stazioni ferroviarie e di autocorriere, le Università, i luoghi di culto e gli impianti sportivi”. Regole che, se entrassero in vigore, porterebbero secondo As.Tro ad accelerare una tendenza già esistente che vede in forte calo la raccolta del gioco fisico tramite apparecchi vlt e awp, con la conseguente riduzione della loro presenza negli esercizi sparsi sul territorio nazionale.
GIOCO FISICO, RACCOLTA IN CALO - L'associazione segnala che la raccolta complessiva di vlt e awp “è passata dai 48,1 miliardi di euro del 2015 ai 34 miliardi di euro del 2022. Il dato riferito al 2022 registra, peraltro, una flessione anche rispetto al 2019 (l'anno precedente alla pandemia) durante il quale fu registrata una raccolta pari a 46,5 miliardi di euro. In termini percentuali si registra, quindi, una diminuzione di circa il 30% nel periodo temporale considerato”.
Nella lettera si evidenzia poi che “il numero delle awp è passato da 407.323 del 2016 a 256.252 del 2022, gli esercizi presso cui cono collocate le awp sono passati dai 85.025 del 2016 ai 51.619 del 2022”. Contemporaneamente “la raccolta del gioco on line è, invece, passata da 16,9 miliardi di euro a 73,1 miliardi di euro, registrando, quindi, un aumento di oltre il 300%. Alla luce dei suddetti dati - scrive Pucci - non si può quindi negare, come invece fatto nel documento in esame, la tendenza verso un rilevante spostamento della domanda dal gioco terrestre (con particolare riguardo agli apparecchi) a vantaggio del gioco on line”.
LE PROPOSTE DI AS.TRO - Pur contestando “in toto” l'efficacia del distanziometro, As.Tro si dice disposta “ad accettare l’idea di una razionalizzazione della dislocazione territoriale dei punti di offerta di gioco, purché sia condotta con spirito razionale (e non con l’intento di espellere il gioco legale dal territorio) e salvaguardando gli investimenti già esistenti”. La proposta è quindi quella di “inibire l’insediamento dei punti di offerta di gioco nei centri storici e ad una distanza inferiore a 200 - 250 metri dalle scuole medie e dalle scuole superiori”.
Quanto alla classificazione dei luoghi sensibili, As.Tro fa presente che “inibire l'offerta di gioco al di sotto di una distanza minima dagli asili nido o dalle scuole elementari non ha alcun senso, a meno che non si creda che i bambini che sono ospitati negli asili nido o che frequentano le scuole elementari possano recarsi nei bar o nelle sale giochi per giocare con le slot machine”.
“Se questo sarà l’orientamento che verrà fatto proprio dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome - conclude Pucci -, ci permettiamo di segnalare che l’unico effetto che produrrà sarà quello di favorire ulteriormente il progressivo ridimensionamento del gioco pubblico terrestre mediante apparecchi, fino alla sua definitiva sparizione”.
GM/Agipro
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