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Ultimo aggiornamento il 24/07/2024 alle ore 18:15

Attualità e Politica

07/02/2024 | 11:50

Riordino giochi, Cardia (Acadi): “Dopo online passare subito al retail, necessario per evitare perdita di gettito erariale”

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Riordino giochi Cardia Acadi online retail necessario evitare perdita gettito erariale

ROMA – “Terminato il round dell’online è necessario passare direttamente al riordino del fisico per evitare perdita di gettito erariale, perché lo spostamento della domanda porta gli investimenti dei giocatori su altre verticali distributive di gioco con fiscalità più bassa”. Così l’avvocato Geronimo Cardia, presidente di Acadi, nella sua audizione presso la Commissione Finanze del Senato sul decreto di riordino dei giochi online, in cui ha spiegato che “5,9 miliardi sugli 11 di gettito erariale del 2022 sono generati dalla sezione degli apparecchi, in particolare dalla rete generalista che è destinataria di divieti, dai distanziometri ai limiti orari”, mentre l’online, “i cui prodotti sono acquistabili contemporaneamente nei luoghi sensibili senza limiti” ha contribuito per appena un miliardo.

“La cosa più importante – aggiunge Cardia - è essere consapevoli che ogni volta che si tocca una virgola non si tocca una cosa sola, perché ci sono tante verticali distributive, ognuna con le proprie caratteristiche e ognuna con la propria fiscalità. Il grande nemico comune è l’illegalità, e i due campi di battaglia sono l’online, per contrastare la proposta di siti illegali esteri, e il territorio, dove la criminalità organizzata offre prodotti là dove l’offerta pubblica non riesce a soddisfare la domanda. La tutela dell’utente, la fiscalità e l’occupazione sono tutte leve portata avanti “dall’esercito” del fisico”.

Infine, il presidente di Acadi ha posto l’accento sui 7 milioni di euro previsti nel decreto per l’acquisto delle concessioni, un prezzo considerato troppo elevato, e che “rischia di penalizzare le piccole e medie imprese, che stanno cercando di attuare delle aggregazioni, nella speranza che funzionino, a meno che, in sede di deliberazione finale, non si riescano a fare delle valutazioni diverse sull’importo”.

AB/Agipro

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