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Ultimo aggiornamento il 30/05/2024 alle ore 20:58

Attualità e Politica

08/05/2024 | 11:16

Riordino giochi, Zamparelli (STS): “Ridurre la rete vuol dire permettere alla criminalità di espandersi”

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Riordino giochi Zamparelli STS Ridurre rete permettere criminalità espandersi

ROMA – “Diminuire i punti fisici legali sul territorio vuol dire concedere alla criminalità l’occasione per espandersi”. Lo ha dichiarato Emilio Zamparelli, presidente del Sindacato Totoricevitori Sportivi (STS), nel suo intervento al webinar “Il settore dei giochi e i nodi regolatori – Il riordino del territorio” tenuto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e promosso da IGT. “Quando si parla di gioco, non si può non parlare della questione territoriale, e mi stupisce che le Regioni, dopo aver regolato il settore, non abbiano fatto una verifica delle norme”, ha aggiunto, sottolineando che “si tratta di norme già diventate vecchie”. Infatti, “oggi il giocatore non ha bisogno di trovare occasione di gioco, è un giocatore multicanale, con l’occasione di gioco in tasca e con conto gioco aperto. Parlare, quindi, di questione territoriale, in un contesto che muta velocemente, non raggiunge lo scopo della tutela del giocatore, che viene lasciato a sé stesso. Sono temi che il legislatore dovrebbe tenere in considerazione”.

Domenico Distante, presidente di Sapar, ha chiesto un rapido intervento sul settore: “Non si può continuare in questo modo, dobbiamo stare attenti ogni volta paese per paese, Regione per Regione, a orari, distanze e metri. Noi cerchiamo ogni giorno di portare avanti le nostre battaglie, ma non abbiamo la bacchetta magica, se la politica non ci ascolta”. A proposito di orari, Distante ha aggiunto: “Non possiamo fermarci a mezzanotte, perché fermarci dalla sera alla mattina mette a rischio il posto di lavoro dei dipendenti, che invece per noi sono al primo posto. Le scelte scellerate dei Comuni estromettono il gioco legale, e dove non c’è il gioco legale arriva quello illegale. Noi abbiamo sempre rispettato le istituzioni – ha concluso Distante - siamo collaborativi e sulla stessa linea delle istituzioni, ma ogni volta, ancora dopo vent’anni, in queste occasioni sembra che dobbiamo giustificare il lavoro che facciamo”.

AB/Agipro

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