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Ultimo aggiornamento il 28/05/2026 alle ore 16:20

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28/05/2026 | 14:34

Riordino giochi, report Morgan Stanley sull’Italia: “Tempi stretti, plausibile ipotesi di mancato accordo politico”

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Riordino giochi report Morgan Stanley sull’Italia: “Tempi stretti plausibile ipotesi di mancato accordo politico”

ROMA  - “La tempistica stretta per il riordino rende plausibile un mancato accordo o una proroga dell’attuale sistema”. È quanto scrive Morgan Stanley – una delle principali banche d’affari del mondo – in un dettagliato report sul mercato italiano dei giochi, alla vigilia della riforma ora all’esame del Governo, sulla quale permangono i dubbi degli analisti londinesi. “Nei prossimi 3 mesi (la legge delega scade a fine agosto, ndr), il più grande mercato europeo del gambling potrebbe finalizzare il quadro delle concessioni retail”, che determinerà la struttura del mercato per il prossimo decennio. In ogni caso, gli analisti londinesi si attendono “fino a due anni di proroga dell’attuale quadro normativo per facilitare l’implementazione o per definire un nuovo processo”. In un nuovo scenario, i costi e i requisiti tecnici legati al rinnovo delle concessioni retail probabilmente “porteranno a un’accelerazione dei trend di concentrazione attuali”.

Le strategie dei “big” – Se la riforma dovesse andare in porto, il 2028 sembra essere il primo anno in cui le nuove concessioni potrebbero entrare in vigore, con pagamenti distribuiti su due anni. “Il finanziamento della conversione delle Awp remote è incerto (a causa dei requisiti tecnici), ma vediamo diverse soluzioni possibili per gli operatori”. Lottomatica – secondo il report – appare come il soggetto più probabile a sfruttare appieno il limite fino ai tetti di concentrazione. Per Flutter è atteso un rinnovo alle condizioni attuali, mentre Entain potrebbe “valutare l’aggiunta di opzioni multicanale al business di bwin”. Per Cirsa, un nuovo regime concessorio potrebbe rappresentare un momento naturale per rivalutare il peso di Slots Italy rispetto ad altri impieghi del capex (capital expenditures, le spese per beni come le concessioni) nelle divisioni strutturalmente più vantaggiose. Morgan Stanley ha anche realizzato un modello dei costi delle concessioni retail, basato sulla bozza di framework riportata dalla stampa e richiamata nelle conversazioni con gli operatori del settore. “Ipotizziamo prudentemente un rilancio del 10% in sede d’asta rispetto al prezzo atteso per ciascun lotto”, si legge. L’esito della procedura dipenderà dall’atteggiamento di ciascuna società verso il rinnovo, nonché dal numero (leggermente ridotto) di licenze disponibili.

NT/Agipro

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