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Ultimo aggiornamento il 02/02/2026 alle ore 16:47

Attualità e Politica

02/02/2026 | 14:05

Scommesse abusive a Napoli, Cassazione conferma condanna a 2 anni di reclusione: “Accertata intermediazione illecita”

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Scommesse abusive a Napoli Cassazione conferma condanna a 2 anni di reclusione: “Accertata intermediazione illecita”

ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della Corte d’Appello di Napoli a 2 anni di reclusione per il reato di intermediazione illecita di scommesse, nei confronti del gestore di un centro, accusato di aver gestito giocate senza le licenze previste dalla legge. 
La Corte d’Appello aveva già rilevato che il ricorrente, all’interno del centro scommesse, effettuava giocate su un sito estero non autorizzato e teneva una documentazione dettagliata (due ricevute e 19 appunti, sia manoscritti sia digitalizzati) contenente nomi associati a somme di denaro. A tal proposito, la Corte territoriale ha rilevato che “il fatto che l'imputato stesse effettuando giocate illegali proprio all'interno dell'esercizio gestito dal padre costituisce un forte indizio dell'esercizio dell'attività in forma commerciale e, quindi, per conto terzi”. Inoltre, la documentazione sequestrata, con nomi e cifre riferibili a somme di denaro, indica chiaramente un'attività di intermediazione illecita. 

Come si legge nell'ordinanza della Suprema Corte, “alla luce delle molteplici circostanze e considerazioni logiche che emergono, la Corte territoriale ha dunque, con motivazione congrua e non sindacabile in questa sede, ritenuto che l'imputato stesse svolgendo attività di intermediazione di scommesse”.
Il ricorrente aveva contestato la responsabilità e la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, ma la Cassazione ha confermato che la valutazione delle prove e la ricostruzione dei fatti spettano ai giudici di merito e non sono sindacabili, purché motivate correttamente. La Suprema Corte, infine, ha ritenuto adeguata la decisione della Corte d’Appello, che aveva escluso la possibilità di una modifica alla condanna considerando il rischio di reiterazione del reato, tenuto conto anche di altri precedenti specifici a carico del ricorrente.

FRP/Agipro

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