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Ultimo aggiornamento il 04/03/2026 alle ore 18:36

Attualità e Politica

04/03/2026 | 12:45

Slot scollegate in un bar a Cecina (LI), Corte d’Appello di Firenze conferma penale di quasi 6mila euro: “Violazione del contratto”

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Slot scollegate in un bar a Cecina (LI) Corte d’Appello di Firenze conferma penale di quasi 6mila euro: “Violazione del contratto”

ROMA - La Corte di Appello di Firenze ha confermato la penale di 5.850 euro nei confronti del titolare di un bar a Cecina, in provincia di Livorno, già sanzionato in primo grado dal Tribunale locale. La causa si riferisce ad una controversia tra due imprese - il bar e la società che gestisce le slot - che aveva portato alla risoluzione del contratto per l'installazione e la gestione di apparecchi da gioco lecito nel locale. In caso di slot scollegate dalla rete, senza autorizzazione formale, il titolare dell’attività in cui sono installati gli apparecchi è tenuto al pagamento di una penale, ha stabilito la Corte d’Appello. 
Il contratto era stato stipulato con l'accordo che l'esercente avrebbe dovuto mantenere le macchine costantemente collegate alla rete telematica gestita dal concessionario e rispettare altre obbligazioni operative. Tuttavia, le slot machine sono state scollegate dalla rete e spostate in un altro luogo, violando così le condizioni contrattuali. Nonostante la richiesta formale di ricollegamento, l’esercente non aveva adempiuto, portando alla risoluzione del contratto e al ritiro delle macchine.

In appello l’esercente ha sostenuto che il contratto fosse stato effettivamente regolato da un accordo verbale, secondo cui le macchine potevano essere scollegate senza incorrere in penali. L’appellante ha anche contestato l'attendibilità delle testimonianze e la valutazione del periodo di scollegamento delle macchine, chiedendo una riduzione della penale.
La Corte di Appello di Firenze, tuttavia, ha rigettato l'appello, respingendo tutte le motivazioni avanzate dall’esercente. In particolare, ha ritenuto che il contratto sottoscritto fosse chiaro nella sua natura negoziale. Si legge, a tal proposito, nella sentenza: “Il contratto inter partes stipulato, non oggetto di disconoscimento, prevedeva che tra gli obblighi dell’esercente vi fosse quello di mantenere le macchinette connesse alla rete telematica gestita dal concessionario, oltre a quello di accendere e spegnere gli apparecchi all’apertura ed alla chiusura del locale".

Inoltre, la Corte ha confermato che il mancato collegamento delle macchine era stato documentato correttamente e che la penale di 5.850 euro fosse giustificata dal periodo di inadempimento, che si era protratto per un totale di 37 giorni (2mila euro per ciascuna macchina più 50 euro per ogni giorno di scollegamento).

La Corte ha anche confermato la condanna alle spese legali, riservando all’appellante l’obbligo di versare un ulteriore contributo unificato, come previsto dalla normativa.

FRP/Agipro

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