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Ultimo aggiornamento il 08/12/2022 alle ore 20:40

Attualità e Politica

19/07/2022 | 16:08

Svolta epocale nei giochi, nel primo semestre 2022 incassi identici per online e negozi

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Svolta epocale nei giochi nel primo semestre 2022 incassi identici per online e negozi

ROMA - L’aggancio, dopo un lungo inseguimento stile corsa ciclistica, alla fine è avvenuto: gli italiani giocano le stesse cifre nel canale online e nei negozi. Lo segnalano i dati forniti ad Agipronews da fonti dell’industria, secondo cui nel primo semestre 2022 gli incassi totali – 60 miliardi di euro circa – sono equamente divisi tra Internet (30 miliardi) e retail (altri 30). I lockdown – con la chiusura degli esercizi per quasi un anno – e la pandemia hanno accelerato lo spostamento progressivo delle giocate verso il canale digital, peraltro già avviato negli anni scorsi. L’anno della svolta è stato il 2020, in concomitanza con la prima sospensione dell’attività per la rete fisica: la crescita del settore online è stata del 45%, con la spesa – gli incassi meno le vincite dei giocatori - passata da 1,8 miliardi di euro del 2019 a 2,6 del 2020. Nel 2021, con il secondo lockdown, l’aumento è schizzato al +66%, con una spesa vicina ai 4,5 miliardi (4.439 milioni di euro). E’ cresciuto di conseguenza anche il gettito fiscale: dal 2015 al 2020, riporta un recente studio di Cgia-As.Tro, le entrate sono triplicate (da 212 milioni a 634 milioni di euro), mentre nel 2021 si stima che abbiano raggiunto quota 887 milioni di euro. Sale senza soste anche il tasso di incidenza della spesa online sul totale del gioco lecito, passato da poco più del 4% nel periodo 2012-2015 ad oltre il 20% nel 2020. Rilevante, nella performance del gaming digitale, è stata l’attività di contrasto messa in campo dall’Agenzia Dogane e Monopoli contro i siti non autorizzati: dal 2006 al 2020 ne sono stati inibiti oltre 9.000 e ogni anno ne vengono mediamente oscurati 600. Nel corso del tempo, con l’ampliamento dell’offerta legale e una maggiore consapevolezza dei consumatori, sono di conseguenza diminuiti i tentativi di accesso ai siti clandestini: mentre nel 2009 erano stati oltre un miliardo, nel 2020 il totale è stato di 64 milioni (-97,4%).

NT/Agipro

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