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Ultimo aggiornamento il 19/05/2019 alle ore 09:00

Attualità e Politica

02/05/2019 | 12:33

Astro scrive a Milena Gabanelli: “Nel suo intervento, spunti di riflessione, ma anche gravi inesattezze”

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ROMA - Una lettera garbata nei toni, ma netta nel contenuto e nella puntualizzazione di alcuni temi riguardanti il mondo dei giochi: l'ha inviata l'avvocato Piozzi, del Centro Studi Astro, a Milena Gabanelli, in risposta al suo Data Room dello scorso 23 aprile, pubblicato con il titolo “Slot, lotto, gratta e vinci: gli italiani giocano tanto. E perdono sempre”. Un articolo «che contiene apprezzabili spunti di riflessione», si legge nella lettera, ma anche «importanti inesattezze od omissioni». Innanzitutto, nota Astro, «il gioco è stato legalizzato agli inizi degli anni 2000, quindi non è corretto paragonare i dati relativi alla spesa raffrontando il periodo antecedente la legalizzazione con quello successivo, per poter poi affermare che l’aumento è stato del 1158%. Solo con la legalizzazione e regolamentazione è infatti iniziato il monitoraggio da parte dello Stato». In precedenza il gioco era illegale (fatta eccezione per il Totocalcio, il Lotto, il Totip e le lotterie, come segnalato dalla stessa Gabanelli. In secondo luogo, «non è corretto il dato secondo il quale sarebbero attualmente in funzione 366.399 New Slot», perché non tiene conto degli interventi normativi che hanno portato a 265 mila il numero di apparecchi in esercizio, che peraltro dovranno essere dismessi entro il 31 dicembre 2020 e sostituiti dalle slot da remoto, più efficaci nell'interdire l'accesso ai minori e nella lotta alla ludopatia.

La Gabanelli nel suo articolo si è anche occupata delle normative locali che limitano il gioco, «presentandole però come un tentativo disperato e velleitario di Governatori e Sindaci (una sorta di Davide contro Golia). Ebbene, siamo in grado di rassicurarLa sul fatto che si tratta, invece, di interventi assolutamente “efficaci” nel determinare la sostanziale espulsione delle attività legate a Slot e Videolottery e che trovano il massimo supporto da parte del Governo nazionale». Basti l'esempio di Torino, il cui territorio, come ha rilevato il Tribunale, è interdetto alle slot al 99,8%. 

La lettera di Astro esprime anche forti perplessità sulla stima dei costi sociali indiretti che lo Stato sostiene per la lotta al gioco patologico: a quelli del sociologo Maurizio Fiasco, che parla di 14 miliardi, possono essere contrapposti quelli della FederSerd, che li stima in 2,7 miliardi. La Gabanelli accoglie anche la teoria dello stesso Fiasco, secondo cui la legalizzazione del gioco non andrebbe a limitare il campo d’azione dell’illegalità ma, al contrario, ne consentirebbe l’accrescimento. Come dire, nota Astro, «che l’emersione del lavoro sommerso incrementi il lavoro sommerso». Trattandosi di un assunto originale, «meriterebbe di essere supportato da solidi elementi di riscontro».

RED/Agipro

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