Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 04/03/2021 alle ore 19:18

Attualità e Politica

15/01/2021 | 10:54

Bingo, nuovo sì del Tar Lazio ai ricorsi degli operatori: il canone mensile scende a 2.800 euro

facebook twitter pinterest
bingo tar lazio canone mensile

ROMA - Ancora una volta il Tar Lazio conferma la riduzione a 2.800 euro del canone mensile previsto per gli operatori del bingo, in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sull'aumento delle somme richieste per la proroga della concessione. È quanto si legge nelle ordinanze pubblicate oggi, che accolgono l'istanza cautelare presentata da due operatori. La questione, ancora una volta, riguarda il provvedimento dello scorso luglio con cui Adm aveva respinto la sospensione del pagamento del canone o la riduzione a 2.800 euro mensili, rispetto ai 7.500 previsti dall'ultima proroga. Il ricorso, scrive il Tar, è «sostenuto dal requisito del periculum in mora, atteso il pregiudizio economico in relazione alla situazione di grave insostenibilità economico-finanziaria del canone concessorio». I giudici hanno quindi sospeso la nota Adm, stabilendo «a garanzia degli interessi patrimoniali dell’amministrazione» che fino alla decisione di merito gli operatori «versino all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la somma di euro 2.800,00 mensili ciascuna e, per la restante parte e fino alla copertura dell’intero ammontare del canone preteso (pari ad euro 7.500,00), prestino fideiussione bancaria o assicurativa (ulteriore rispetto alla cauzione già prestata)». La fideiussione dovrà essere «proporzionata alla differenza di canone non corrisposta per dodici mesi» e presentata entro trenta giorni, «con l’avvertenza che la mancata prestazione di tale garanzia comporterà l’automatica perdita di efficacia della disposta misura cautelare».
Il caso è al centro di un altro giudizio già pendente in Corte Costituzionale. Identico il tema dei ricorsi, ovvero l'aumento del canone concessorio per la proroga da 2.800 euro agli attuali 7.500 euro; una cifra ritenuta troppo alta e incostituzionale dagli operatori, che a febbraio sosterranno le loro motivazioni davanti alla Consulta per poi tornare al Tar per il giudizio di merito. LL/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password