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Ultimo aggiornamento il 27/02/2021 alle ore 09:37

Attualità e Politica

22/02/2021 | 12:10

Slot, Cassazione conferma condanna per peculato: gestori tenuti a conoscere le norme, inaccettabile la buona fede

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ROMA - Il gestore di slot machine è tenuto a conoscere le norme che regolano il settore degli apparecchi da gioco, e in caso di violazioni non è sostenibile la "buona fede". La Corte di Cassazione respinge così il ricorso della titolare di una società di gestione slot, condannata dalla Corte di Appello di Torino a due anni e quattro mesi di reclusione per il reato di peculato. Le sentenze di merito avevano accertato che l'imputata - un incaricato di pubblico servizio - si era appropriata del denaro proveniente dagli apparecchi, non versando il Preu dovuto al concessionario. La presunta buona fede dell'imputata «è insussistente» secondo il Collegio della Sesta sezione penale. «L'errore scusa solo se inevitabile poiché l'autore non pensa che il suo agire abbia rilevanza penale», spiegano i giudici nella sentenza. In questo caso, però, la sentenza della Corte d'Appello ha escluso che l'errore «fosse inevitabile dal momento che l'imputata era iscritta in un albo

speciale ed esercitava professionalmente l'attività». Dunque, «non era credibile che fosse ignara della qualifica rivestita». Come confermato anche dalla Corte Costituzionale, l'errore incolpevole va valutato sulla base «delle particolari abilità interpretative possedute da determinati soggetti, i quali, per la professione svolta o per altre circostanze, siano in grado di comprendere maggiormente il testo legislativo». LL/Agipro

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