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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

12/09/2018 | 16:36

Giochi in Piemonte, Cassiani (Pd): “La norma sugli adeguamenti successivi mette le imprese sotto ricatto”

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ROMA – L'emendamento sugli “adeguamenti successivi” è sottoscritto dalla maggioranza di cui fa parte, ma a Luca Cassiani, consigliere regionale piemontese, non è piaciuto per niente. «Una sciocchezza», definisce la modifica passata ieri in Commissione Bilancio, che obbliga le imprese di giochi a chiudere o trasferirsi entro quattro-otto anni ogni volta che nelle sue vicinanze sorga un nuovo luogo sensibile. «In questo modo – dice Cassiani ad Agipronews – si mettono le aziende sotto ricatto. Basterà minacciare l'apertura di un compro oro (un tipo di esercizio che la legge annovera tra i luoghi sensibili, ndr) per mettere a rischio chiusura il titolare di una sala». 
Anche Cassiani ha presentato alcuni emendamenti alla legge regionale antiludopatia: la modifica più rilevante riguarda il distanziometro, che nella riformulazione si applicherebbe solo alle nuove aperture e dunque non riguarderebbe più le attività già esistenti all'entrata in vigore della legge. «Gli emendamenti andranno in aula martedì prossimo, ma il cammino è difficile – ammette Cassiani – I grillini fanno muro e parte del mio partito va dietro alla loro demagogia ipocrita. Il Movimento Cinque Stelle, ora al Governo del Paese, dovrebbe a questo punto avere il coraggio di abolire ogni forma di gioco. Ma non lo farà: le entrate fiscali garantite dal settore sono irrinunciabili».
MF/Agipro

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