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Ultimo aggiornamento il 14/08/2018 alle ore 20:40

Attualità e Politica

10/11/2017 | 11:33

Fenomeno eSports: la nuova tentazione del CIO, tra boom di utenti e grandi sponsor

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cio fenomeno esports

ROMA - La presa di coscienza del fenomeno che sta esplodendo in tutto il mondo, ma anche una mossa per recuperare popolarità, aprendo a un nuovo e giovane pubblico, e, soprattutto, il richiamo irresistibile degli enormi introiti pubblicitari provenienti dalle sponsorizzazioni dei grandi marchi a livello mondiale. Si può spiegare così la decisione del Comitato Olimpico Internazionale, che recentemente ha ufficialmente aperto agli eSports, i tornei competitivi di videogames. Possono essere considerati un’attività sportiva, ha affermato il CIO, ed eventualmente, in un prossimo futuro, diventare ufficialmente una disciplina olimpica.

I numeri di questa tendenza, del resto parlano chiaro: circa 700 milioni di dollari il fatturato previsto per fine 2017, una cifra su cui pesa moltissimo l’interesse dei “big” dell’industria di consumo. Dall’inizio del 2016 - riporta il Financial Times - sono stati oltre 600 gli accordi di sponsorizzazione chiusi nel settore degli eSports. La Red Bull - sempre al passo con le nuove tendenze - ha aperto una divisione per gli eSports, ha una sua squadra di campioni elettronici (come quelle che gareggiano in F1 e nel Motomondiale) e organizza tornei di videogames. La Coca Cola, per la finale del World Championship di League of Legend (uno dei titoli più giocati) ha invitato i fan nei cinema a vedere le sfide tra assi del joypad. Samsung e Microsoft, invece, sono tra gli sponsor tecnici dei World Cyber Games, una delle più importanti rassegne di eSpors a livello mondiale. Va da sé che l'adozione ufficiale da parte del Cio porterebbe nell'orbita olimpica i leader del mercato delle console per videogiochi: Xbox (Microsoft), Playstation (Sony) e Nintendo. 

Nelle presumibili valutazioni del Cio, il fattore economico si mescola con quello dell'immagine: gli eSports sono seguitissimi dai più giovani, i cosiddetti millennials, e totalizzano numeri di ascolto che, sulle piattaforme di streaming superano addirittura quelli dell’Nba. Utenti che potrebbero rappresentare una nuova e ideale fetta di pubblico, agli occhi della quale ridare appeal al circus olimpico che non vive un momento di particolare splendore dopo lo scandalo Russiagate: il drastico calo e il ritiro delle candidature olimpiche, viste come un peso per la collettività e non come un’opportunità per il Paese, il flop di vendite biglietti per i giochi invernali di Pyeongchang sono i campanelli d’allarme scattati negli uffici di Losanna.

Il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi, insomma, potrebbe essere più breve di quanto si immagini: gli organizzatori di Parigi 2024 hanno espresso il loro interesse per averli sin da subito, ma nel frattempo proprio a Pyeongchang, in concomitanza con l’apertura dei Giochi, l’Intel ha organizzato un torneo di eSports, al quale parteciperanno anche rappresentanti del CIO, che cominceranno a familiarizzare con la disciplina. Eppoi, nel 2022 ai Giochi Asiatici (ufficialmente riconosciuti dal CIO) che si terranno in Cina, gli eSports faranno ufficialmente parte del calendario. Con tanto di premiazione sul podio ed esecuzione dell’inno nazionale.
AG/Agipro

 

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