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Ultimo aggiornamento il 08/04/2020 alle ore 12:57

Attualità e Politica

17/02/2020 | 18:27

Corruzione nello sport, Taucer (Procura Coni): “Il sistema delle scommesse è di interesse pubblico, il diritto alla privacy non deve bloccare le indagini sugli illeciti”

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ROMA - «Il sistema di scommesse è basato sulla fiducia pubblica ed è regolamentato a livello governativo. Quindi lo sforzo per mantenere in ambito lecito il sistema delle scommesse e degli eventi sportivi non deve essere solo a cura del privato, né solo di club o federazioni, ma deve essere pubblico». È il punto di vista espresso da Ugo Taucer, procuratore generale del Coni, nel suo intervento al World Congress on Global Leadership & Anticorruption in Sport, in programma oggi e domani a Roma. Per realizzare un contrasto ottimale a scommesse illecite e match fixing, sostiene Taucer, bisogna migliorare lo scambio di informazioni tra il mondo dello sport e le forze dell'ordine: «Il trattato di Macolin, ratificato di recente dall'Italia, introduce proprio il principio della collaborazione pubblico-provato nel contrasto alla corruzione nello sport. Il problema è che quando gli organismi sportivi vengono a conoscenza di flussi anomali di scommesse, si trovano in difficoltà a collegare questi flussi con le identità dei titolari dei relativi conti di gioco. Un maggiore scambio di informazioni con le forze dell'ordine sarebbe in questi casi auspicabile, anche perché il mondo dello sport in questo modo potrebbe segnalare ipotesi di illecito sportivo che magari sfuggono alla conoscenza della polizia».
Un ostacolo a questa attività di intelligence è rappresentato dal vigente regolamento europeo sulla privacy, che rallenta il flusso di informazioni: «Si tratta di trovare una formula che permetta di rispettare la privacy senza bloccare lo scambio di dati – ha detto Taucer – Posso dire che ho sottoposto questa istanza agli organi di Governo deputati e credo che si faranno dei passi importanti in questo senso».
MF/Agipro

 

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