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Attualità e Politica

03/12/2020 | 13:40

Giochi in Emilia Romagna, As.Tro: "Legge regionale danneggia lavoratori e giocatori, necessario confronto con il settore"

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emilia romagna giochi astro

ROMA - Aprire un confronto con gli operatori del settore gioco per rivedere una legge regionale che ha messo in difficoltà migliaia di lavoratori e le loro famiglie e non ha apportato benefici alle persone a rischio dipendenza. L'associazione As.Tro lancia un nuovo appello all'Assemblea Legislativa Regionale dell'Emilia Romagna, a pochi giorni dalla pubblicazione della relazione valutativa sulla norma del 2013, presentata dalla Giunta Regionale. L'intero settore, scrive l'avvocato Massimo Piozzi del Centro Studi As.Tro, si aspettava che la relazione evidenziasse «un tangibile risultato nella riduzione della dipendenza da gioco» che controbilanciasse la perdita di imprese e posti di lavoro. La relazione, tuttavia, «ci ha invece dato conferma di come, quello che avrebbe dovuto essere solo l’effetto collaterale di una scelta legislativa, dipinta come una strategia di “politica sanitaria”, si stia invece rivelando il suo unico e principale risultato». Nel documento emerge che per effetto della legge regionale sono state chiuse 155 attività e sono stati adottati 161 provvedimenti di chiusura. «Ma dai dati della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli» contenuti nella stessa relazione, «risulta che dal 2017 al 2019 hanno chiuso, in Emilia Romagna, 1222 esercizi con offerta di gioco mediante AWP e 55 sale VLT». Una stima per difetto «perché, come evidenziato anche nella relazione, non sono ancora noti i dati relativi al 2020». Secondo As.tro la relazione avrebbe quindi dovuto valutare «anche il numero di persone (titolari e dipendenti) che hanno perso il lavoro per effetto di essa. Dietro questi numeri ci sono infatti persone che hanno perso il lavoro. Ci sono famiglie». Allo stesso tempo, i dati sulle persone affette da gioco patologico sono «in costante aumento». L'associazione chiede quindi all'Assemblea di aprire «un serio percorso di riflessione, mediante il contributo di tutti i soggetti coinvolti, che possa condurre ad un ripensamento di questa legge, soprattutto ripristinando un più equilibrato bilanciamento del rapporto tra l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e quello della salvaguardia delle imprese e dell’occupazione». LL/Agipro

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