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Ultimo aggiornamento il 19/04/2021 alle ore 11:40

Attualità e Politica

24/03/2021 | 12:17

Giochi in lockdown, i verbali del Cts al Tar Lazio: nelle sale rischio medio-alto, restrizioni anche in altri paesi

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ROMA - La classificazione del rischio di contagio nelle sale giochi «risulta di livello medio-alto con caratteristiche elevate» per le possibilità di aggregazione che tali spazi offrono al chiuso. Questa la valutazione del Comitato Tecnico Scientifico nella riunione del 27 febbraio, pochi giorni prima del nuovo Dpcm che ha prolungato al 6 aprile la chiusura delle attività del settore. Il verbale, depositato al Tar Lazio su richiesta del giudice Antonino Savo Amodio, verrà valutato nelle prossime ore insieme ai ricorsi di tredici operatori, tornati oggi davanti al tribunale amministrativo per chiedere la sospensione del provvedimento firmato dal premier Draghi a inizio mese. Le attività di sale giochi, scommesse, bingo e casinò, anche se svolte in locali generalisti, «si svolgono quasi esclusivamente in spazi confinati» e presentano «notevoli complessità nella prevenzione del contagio». Tra i punti critici, «le numerosi evidenze di utilizzo di superfici di contatto promiscuo» e le attività «statico dinamiche dei lavoratori e dei clienti». Un fattore che non garantisce l'uso della mascherina di tutte le persone presenti nell'ambiente, «anche in relazione al consumo di alimenti e bevande e del fumo di tabacco che avviene nei locali di gioco». Un punto di vista opposto a quello degli operatori, che da mesi fanno leva sulla validità dei protocolli di sicurezza approvati durante il primo lockdown e messi scrupolosamente in atto alla riapertura dello scorso giugno. Nel verbale il Cts ha inoltre fatto presente che anche in altri Paesi le attività di gioco «risultano tra quelle oggetto di maggiore cautela» e sono sottoposte a misure restrittive analoghe. Spetterà ora ai giudici decidere sulla richiesta di sospensiva degli operatori, con un'ordinanza che verrà pubblicata entro un paio di giorni. LL/Agipro

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