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Ultimo aggiornamento il 10/07/2020 alle ore 19:00

Attualità e Politica

29/06/2020 | 18:30

Giochi in Piemonte, l'appello di concessionari e gestori alla Regione: "Imprese al collasso, la retroattività della legge va abrogata"

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giochi piemonte retroattività

ROMA - Modificare la legge regionale del Piemonte per abrogare la retroattività del distanziometro. È l'«accorato appello» rivolto dalle associazioni di concessionari, operatori di gioco e sindacati - Acadi-Confcommercio, As.Tro, ACMI, Sapar, Confesercenti Fiegl, Federazione Amusement Confesercenti, Fismic, Filcom, Confsal - ai consiglieri e alla Giunta della Regione. Le associazioni chiedono di abrogare «la norma che estende l’applicabilità della disciplina delle distanze minime dai luoghi sensibili anche alle imprese preesistenti alla sua entrata in vigore, nate ed avviate sulla base di una legge dello Stato che ne sancirebbe tuttora la piena legittimità». L'attuale disposizione «è intervenuta con un “colpo di accetta” sferrato nei confronti di queste imprese determinandone la chiusura e quindi l’azzeramento degli investimenti precedentemente sostenuti». Pesante le ricadute occupazionali: secondo Eurispes, ricordano le associazioni, i numeri della disoccupazione provocata dagli effetti retroattivi della legge arriva a 5.200 addetti. Una situazione grave, peggiorata dall'emergenza Covid-19; in questo contesto, «è doveroso un accenno particolare ai bar, per i quali la Confesercenti ha previsto che, a causa del lockdown, il 50% degli esercizi non riusciranno a sopravvivere». Per questo tipo di locali, le slot «rappresentano una non trascurabile fonte di reddito che, in momenti come questi, diventa sostegno determinante». La norma, inoltre, «non ha ridotto la raccolta complessiva di gioco in Piemonte che è anzi aumentata»: il report della CGIA di Mestre ha evidenziato che la raccolta «è aumentata del 3%», le imposte evase e recuperate «sono aumentate dell'864% dal 2016 al 2018», un dato «che riflette l’aumento del gioco illegale». L'idea che la domanda di gioco scompaia per effetto della legge, concludono le associazioni, «è una velleitaria illusione che, se perseverata, lascerebbe i giocatori in una giungla, privati di qualsiasi forma di controllo e tutela». RED/Agipro

 

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