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Ultimo aggiornamento il 13/12/2018 alle ore 17:57

Attualità e Politica

29/10/2018 | 11:56

Giochi in Puglia, Astro: “No al proibizionismo, serve un tavolo con le istituzioni per salvaguardare i lavoratori”

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ROMA - No al proibizionismo che favorisce l’illegalità, sì al confronto con lavoratori e associazioni di settore per trovare soluzioni adeguate contro la ludopatia evitando di danneggiare le imprese. È quanto auspica l’associazione di gestori slot Astro alla vigilia della manifestazione di Bari - prevista davanti alla sede del Consiglio regionale - in cui i lavoratori del settore gioco denunceranno gli effetti della legge regionale che impone almeno 500 metri tra sale e luoghi sensibili. «Anche in Puglia, come già accaduto in Piemonte, nella precisa convinzione che chiudere le aziende del settore faccia diminuire i problemi legati al gioco patologico, l’Istituzione regionale non ha regolamentato il gioco, ma lo ha implicitamente vietato», si legge in una nota. A causa della norma, di cui il Consiglio regionale discuterà la proroga, «un’attività riconosciuta dallo Stato a breve sarà sostanzialmente bandita per lasciare il posto ad offerte illegali. Assisteremo, quindi, alla migrazione dell’utenza in luoghi dove ancora ci sarà la possibilità di giocare, o verso territori confinanti in cui le misure restrittive non ci sono». Pesanti ripercussioni, continua Astro, sono previste «sull’indotto occupazionale e la recrudescenza dell’illegalità, già molto presente sul territorio pugliese. Tutelare il lavoro dovrebbe essere una priorità della politica e, quindi, al governo locale si rivolge l’ennesima istanza affinchè si trovi una soluzione equilibrata tra tutti gli interessi in gioco». In più, l’efficacia del “distanziometro” per la prevenzione della ludopatia non sembra efficace, «come di recente segnalato anche l’Istituto Superiore di Sanità nella sua ultima ricerca». Astro auspica quindi il confronto con le istituzioni locali e l’apertura di un tavolo di discussione per dare «dare soluzioni per i tanti dipendenti che verranno licenziati a causa delle implosioni aziendali». LL/Agipro

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