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Attualità e Politica

28/06/2021 | 13:08

Giochi, Tar Emilia conferma il divieto di "ticket redemption" per gli under 18: dalla Giunta scelta corretta per prevenire la ludopatia

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ROMA - Via libera del Tar Emilia Romagna al divieto di utilizzo delle "ticket redemption" da parete dei minori stabilito dalla Giunta regionale. Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dal Consorzio F.E.E., in rappresentanza delle imprese che producono giochi leciti, contro la deliberazione di marzo 2019. Nel provvedimento di due anni fa, la Giunta aveva stabilito lo stop per i minori all'uso delle macchine da gioco che, al termine di ogni partita, restituiscono tagliandi da convertire in premi (portachiavi, braccialetti, gadget di vario tipo ma anche orologi da polso e iPad). Una decisione assunta sui timori che il meccanismo premiale delle ticket redemption induca comportamenti simili a quelli del gioco d'azzardo patologico. Dal 2019, dunque, i gestori della sale hanno l'obbligo di affiggere nei locali l'apposita locandina regionale in cui viene menzionato il divieto di utilizzo delle ticket redemption da parte dei minorenni e sono tenuti ad affiggere su ogni apparecchio un avviso in cui deve essere indicato il divieto ai minori di 18 anni. Contrariamente a quanto sostenuto dai gestori, scrive il Tar, la delibera della Giunta «ha previsto misure che in alcun modo possono dirsi limitative dell’attività d’impresa dei gestori di sale giochi» in quanto non vietano di impiegare giochi elettronici o elettromeccanici che distribuiscono ticket redemption, «e nemmeno prevedono sanzioni a carico dei gestori che utilizzano tali apparecchi». La Giunta si è limitata a prevedere alcuni obblighi, in linea con la legge regionale anti-ludopatia del 2013. Le limitazioni sulle ticket redemption richiedono ai gestori «esclusivamente un minimo sacrificio nell’organizzare la propria attività». Un piccolo prezzo da pagare vista l'«oggettiva gravità ed espansione del fenomeno della ludopatia anche per i soggetti minori di età». A questo proposito i giudici sottolineano proprio che la questione «non verte sulla appartenenza o meno al gioco d’azzardo» delle ticket redemption, ma sul fatto che il meccanismo di distribuzione dei tagliandi «genera, attraverso l’accumulo degli stessi e al raggiungimento di un determinato numero di essi, il conseguimento di un premio, che è l’operazione dalla quale, secondo il legislatore regionale, scaturisce il pericolo di ludopatia». Non sussiste quindi «alcun "vulnus" delle norme costituzionali», contrariamente a quanto sostenuto dal Consorzio.
LL/Agipro

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