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Attualità e Politica

07/06/2021 | 14:20

Giochi, Tar Lombardia alle Questure: no al diniego della licenza in caso di infrazioni di lieve entità

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ROMA - La licenza di pubblica sicurezza non può essere negata agli operatori di gioco che in passato hanno commesso infrazioni amministrative di lieve entità. È quanto scrive il Tar Lombardia nella sentenza che accoglie il ricorso del titolare di una società a cui la Questura di Brescia aveva negato l'autorizzazione per l'apertura di un sala videolottery. Una decisione adottata per la multa (poco più di 400 euro) elevata nel 2018 nei confronti dell'operatore: in un'altra sala da questi gestita era stato rilevato che «il preposto non era un soggetto autorizzato dalla Questura» e che «non risultava esposta in modo visibile la tabella con l’elenco dei giochi vietati». L'infrazione relativa alla tabella, scrive il Tar, «non appare sufficiente a sostenere un giudizio di totale inaffidabilità» del gestore, «perché l’agevole visibilità si presta a valutazioni soggettive, e può essere influenzata da circostanze contingenti». Non vi è quindi la certezza «che il gestore abbia voluto nascondere informazioni essenziali ai clienti». Più serio è l'affidamento dalla sala giochi a un soggetto non autorizzato dalla Questura. Tuttavia, «neppure questa violazione consente di dedurre automaticamente la totale inaffidabilità» dell'operatore, visto nel corso del controllo la persona autorizzata a gestire la sala si era assentata solo per qualche minuto. In questi casi va «normalmente applicata la sospensione dell’attività», mentre la revoca della licenza «rimane circoscritta ai casi di particolare gravità, o alle recidive». L’episodio per cui il ricorrente era stato condannato «non presenta profili di gravità tali da giustificare la revoca della licenza» e una volta esclusa questa possibilità, «ai fini del rilascio di una nuova autorizzazione di polizia la pregressa infrazione non è ostativa».
LL/Agipro

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