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Ultimo aggiornamento il 19/04/2021 alle ore 10:45

Attualità e Politica

24/02/2021 | 16:33

Gioco online, l'Agenzia Dogane e Monopoli: netta differenza tra settore legale e illegalità, sistema italiano punto di riferimento regolatorio

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ROMA - «Negare la sostanziale differenza tra giocare nella legalità o giocare nella illegalità vuol dire vanificare gli sforzi fatti dallo Stato italiano a tutela del “Gioco pubblico” che hanno portato il nostro Paese ad essere leader in Europa nel settore delle attività ludiche con vincite in denaro sia dal punto di vista amministrativo/regolatorio che sul piano tecnico/gestionale». È quanto si legge in una nota dell'Agenzia Dogane e Monopoli, che ha fornito alcuni chiarimenti sulla normativa riguardante il gioco online, con particolare riguardo al gioco online non ADM.
Il controllo del gioco «è riservato allo Stato, che lo esercita, a partire dal 2000, tramite l’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato (AAMS) prima e poi l’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM). Il gioco online rientra tra le materie su cui vi è una riserva dello Stato che ne consente l’esercizio esclusivamente ai soggetti in possesso di apposita concessione, rilasciata in esito a una gara ad evidenza pubblica svolta nel rispetto della disciplina comunitaria».
Nel sistema concessorio, si legge ancora, «operatori privati (concessionari) sono tenuti a garantire lo svolgimento del gioco secondo parametri individuati dal legislatore e sotto il controllo e la vigilanza dell’Agenzia. Il settore del gioco on line, ossia quello venduto attraverso internet o altri canali telematici, è individuato e regolato dall'articolo 24 della legge comunitaria 2008; in particolare, i commi da 12 a 26 recano a disposizioni in materia di esercizio e di raccolta a distanza dei seguenti giochi».
Le società che operano in regime concessorio «devono certificare all’Agenzia una solidità sul piano economico, garantendo l’attività con idonea garanzia a copertura degli obblighi assunti per il corretto svolgimento dei compiti derivanti dalla concessione e a tutela degli obblighi assunti verso i giocatori, certificare l’assenza di impedimenti di natura penale a carico dei propri rappresentanti legali, amministratori e soci, oltre al rispetto di tutta una serie di regole tecniche e certificazioni cui sono sottoposti i giochi commercializzati».
In caso di conflitti di interessi tra giocatore e la società concessionaria di gioco, «il giocatore italiano può facilmente presentare reclami a tutela dei propri diritti all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che detiene il rapporto con le società concessionarie, o adire la Giustizia ordinaria. La gestione di piattaforme di giochi on line in mancanza di concessione - conclude Adm - integra il reato di esercizio abusivo dell’attività di gioco o scommessa».  RED/Agipro

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