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Ultimo aggiornamento il 23/06/2021 alle ore 14:23

Attualità e Politica

09/06/2021 | 17:29

Gioco online, l'associazione europea di Gaming e Betting scrive a Governo e a Adm: "Troppe restrizioni nella nuova gara, così si avvantaggia il mercato nero"

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ROMA - La nuova gara per le concessioni di gioco online finisce nel mirino della European Gaming and Betting Association, l'associazione che rappresenta i maggiori operatori europei del settore, per la quale c'è il rischio di pesanti ripercussioni sul mercato legale a vantaggio di quello illegale. In una lettera inviata all'Agenzia Dogane e Monopoli, al Mef e al Mise - oltre che alla Presidenza del Consiglio, all'Anac e alla Commissione Europea - l'associazione segnala diversi punti critici sul bando che dovrebbe essere pubblicato il 30 giugno.

La prima perplessità riguarda il numero di concessioni in gara, in tutto 40, che saranno operative per nove anni a partire dal 1° gennaio 2023. «Si tratta di una notevole restrizione al numero delle concessioni - spiega l'Egba - specialmente se paragonata al precedente bando per il gioco a distanza del 2016 in cui vi era un limite di 120 concessioni e considerando che, al momento, vi sono circa 90 concessionari online operanti nel paese, che scadranno il 31 dicembre 2022». In passato, ricorda l'associazione, situazioni simili sono state criticate dalla Commissione Europea, secondo cui tali restrizioni «devono essere adatte a raggiungere gli obiettivi preposti» e corrono il rischio di rendere il mercato meno sostenibile sia per gli operatori che per i consumatori.

L'Egba esprime poi dubbi per il costo della concessione, che «non sarà più basato su un importo fisso»: in particolare, gli operatori dovranno presentare un'offerta con una base d'asta di 2,5 milioni. Una novità che «contrasta con l’individuazione di un importo fisso adottata nei precedenti bandi per il gioco online in Italia, tra 200.000 e 350.000 euro». Soprattutto, in questo modo «il costo della concessione sarà circa 10 volte più alto dello standard consolidato nei precedenti bandi italiani e in altri paesi equiparabili». Un importo così elevato «risulterebbe in un grave ostacolo verso il corretto funzionamento del mercato e porterebbe i giocatori a non essere attratti dal mercato legale».

Un mercato più limitato e meno competitivo renderebbe anche meno attraente l'offerta legale, con la conseguente "deviazione" dei giocatori verso siti di operatori illegali, «i quali offrono promozioni commerciali più attrattive e pubblicizzano i loro servizi in maniera aggressiva attraverso diversi canali di comunicazione». Tutto ciò «influenzerà in maniera negativa la sostenibilità e la canalizzazione della domanda di gioco nel mercato italiano del gioco online legale, riducendo il mercato legale e spingendo i consumatori verso il mercato nero». Infine, l'Egba ricorda anche l'obbligo di notifica della gara alla Commissione Europea, «un requisito formale essenziale» che però non è ancora stato soddisfatto dal Governo italiano.
LL/Agipro

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