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Ultimo aggiornamento il 10/12/2018 alle ore 20:30

Attualità e Politica

17/09/2018 | 17:30

Gioco patologico, Cattaruzza (Astro): “No alla nuova legge in Veneto, distanze e limiti orari sono controproducenti”

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ROMA - «Il Decreto Dignità ha stabilito che, entro pochi mesi, il Governo dovrà intervenire a livello nazionale per il riordino unitario del settore, eppure la Regione Veneto si appresta a varare una normativa restrittiva dell’offerta di gioco lecito distribuito tramite congegni ponendosi - nonostante gli scarsi risultati raggiunti- sulla stessa scia di altre Amministrazioni regionali che hanno deciso di combattere il gioco patologico con strumenti inefficaci quali il distanziometro». Michele Cattaruzza, Consigliere del Veneto dell’associazione Astro, commenta le dichiarazioni dell’assessore regionale Manuela Lanzarin, prima proponente del DDL licenziato dalla giunta regionale e inviato, in questi giorni, al Consiglio regionale per la sua approvazione definitiva.

I 15 articoli della legge-quadro proposta dalla Giunta prevedono distanze minime dei ‘punti gioco’ dai luoghi di aggregazione sociale (300 metri nei comuni più piccoli, 500 in quelli con oltre 5 mila abitanti), stop alle aperture ininterrotte delle sale gioco e niente pubblicità di vincite, obbligo di vetrine trasparenti per le sale e le agenzie di scommesse, Irap maggiorata dello 0,92% per gli esercenti che ospitano apparecchi da gioco lecito. In materia urbanistica e di regolamentazione amministrativa il disegno di legge rimanda ai Comuni, che possono individuare criteri per la dislocazione territoriale dei punti gioco e prevedere incentivi e forme premiali per gli esercenti che disinstallano ‘macchinette’, slot machines e apparecchiature varie da gioco. Le sanzioni previste per violazioni o mancata osservanza della legge potranno arrivare a 6 mila euro.

«Misure come il distanziometro e i limiti orari - continua Cattaruzza - oltre ad essere inefficaci sul fronte della lotta al gap, sono controproducenti e dannose. In tutti i territori che hanno limitato il gioco si è assistito al riemergere del circuito illegale e, cosa peggiore, allo smantellamento delle aziende di gioco che presidiano il territorio e creano occupazione.  Come Associazione siamo pronti a mettere a disposizione le nostre esperienze e competenze e chiediamo un confronto con l’Amministrazione regionale per cercare insieme delle soluzioni che sia efficaci nella lotta al gioco patologico e capaci di tenere in considerazione i vari interessi in gioco, trovando un punto di equilibrio». RED/Agipro

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