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Ultimo aggiornamento il 06/12/2019 alle ore 10:09

Attualità e Politica

22/07/2019 | 13:33

Operazione “Jhonny”, Cassazione conferma carcere per due indagati: "Imposte slot a operatori commerciali"

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johnny operazione scommesse

ROMA - Gestivano «il settore delle slot machines imponendo agli operatori commerciali presenti sul territorio di Isola di Capo Rizzuto l'installazione delle proprie apparecchiature, dotate di un software mirato ad assicurare il controllo delle giocate, così assicurandosi un predominio assoluto in tale ambito, riconosciuto anche dalle altre famiglie». E' una delle accuse contenute nell’ordinanza del Tribunale del Riesame di Catanzaro, a Orlando e Salvatore Capicchiano, due esponenti «di un sodalizio di natura 'ndranghetistica nel territorio di Isola di Capo Rizzuto», che si erano imposti sul territorio dopo  l'operazione "Jhonny" dello scorso anno. La Corte di Cassazione, con due sentenze, ha confermato l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Catanzaro che, pronunciandosi sulla richiesta di riesame di 
Salvatore e Orlando Capicchiano, ha confermato l'ordinanza del GIP di Catanzaro che disponeva l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Tra i reati contestati, si legge  nelle due sentenze, «l'illecita concorrenza, appunto nel settore delle slot machines, mediante  violenza e minaccia determinate anche dall'appartenenza ad una associazione mafiosa; a estorsioni in danno di soggetti costretti ad installare le slot machines della cosca Capicchiano e a versare del denaro». SA/Agipro

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