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Ultimo aggiornamento il 29/11/2021 alle ore 19:02

Attualità e Politica

17/11/2021 | 11:43

Legge di Bilancio 2022: al vaglio del Mef riordino entro giugno, proroga delle concessioni e gare in autunno

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legge di bilancio 2022 mef al lavoro

ROMA - Il Ministero dell’Economia prepara la proroga delle concessioni, apre la strada al riordino e detta i tempi per le gare. Secondo quanto apprende Agipronews da fonti istituzionali, in un emendamento alla legge di Bilancio 2022 potrebbe essere inserita la previsione di un riordino del settore entro il 30 giugno del prossimo anno. All’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli toccherà poi il compito di indire – entro la fine di settembre - le procedure per le concessioni scadute o in scadenza: apparecchi da intrattenimento, scommesse, gioco online. Lo schema dovrebbe essere lo stesso messo in campo due anni fa, prima della pandemia, nella legge di Bilancio 2020 e mai attuato: nella concessione degli apparecchi, in palio vi sarebbero 200mila diritti per le slot machine (le macchine sono ora 265mila), 50 mila diritti per Videolotteries (da installare esclusivamente in sale dedicate), 35mila diritti per l’esercizio di punti vendita in bar e tabacchi, 2800 diritti per le sale giochi dedicate. La gara potrebbe garantire almeno 1,8 miliardi di euro (metà nel 2022, metà nel 2023) di nuove entrate. Per le scommesse, l’Agenzia delle Dogane avrà il compito di assegnare i diritti per 10mila agenzie e 5mila corner: nella precedente versione della norma, la base d’asta era fissata rispettivamente a 32mila e 18mila euro, con un introito complessivo (teorico) per lo Stato di oltre 400 milioni di euro. Il numero di apparecchi, agenzie e sale, peraltro, potrebbe essere ridotto in corso d’opera, nell’ambito del processo di riordino. Non è questo l’unico obiettivo dei tecnici del Mef al lavoro in questi giorni. Senza una ridefinizione urgente delle regole sul territorio, le gare sono irrealizzabili: già un paio di anni fa, il Consiglio di Stato aveva rinviato sine die il parere sullo schema di gara approntato da Adm proprio perché mancavano norme omogenee di apertura dei punti vendita nelle diverse regioni. Il progetto del Mef è ambizioso e dovrà dunque superare diversi ostacoli. Sarà in ogni caso necessaria una proroga tecnica di almeno un anno (fino al 31 dicembre 2022) alle licenze attualmente in vigore, senza alcuna garanzia che il processo di regolazione veda la luce nei tempi previsti. In particolare, il riordino del comparto – che prevede un complesso confronto con le regioni e la redazione di un decreto legislativo che indichi tra l’altro caratteristiche dei locali, linee guida per l’innovazione tecnologica nel settore, mappatura dei punti vendita – potrebbe portare via ben più dei sei mesi previsti ora dal Mef, con conseguente scivolamento in avanti delle gare. Lo scenario futuro più probabile allora è che le proroghe possano essere allungate di un altro anno nel corso del 2022 e che il nuovo regime, con la riforma del mercato, veda la luce (forse) dal primo gennaio 2024. 

NT/Agipro   

Foto Credits Nicholas Gemini CC BY-SA 3.0

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