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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

30/07/2018 | 16:24

Divieto pubblicità di gioco, Logico ed Egba ai parlamentari italiani: “I giocatori finiranno su siti illegali”

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logico online egba

ROMA - Il divieto di pubblicità contenuto nel decreto dignità avrà «effetti controproducenti» e invece di garantire maggiori tutele «spingerà più consumatori verso siti web non regolamentati e privi di tutele». E’ quanto si legge nella lettera che le associazioni Logico (che rappresenta i principali operatori di gioco online attivi in Italia) ed Egba (attiva a livello comunitario) hanno inviato ai parlamentari italiani, chiedendo di emendare il testo.

«Piuttosto che discutere un divieto completo di pubblicità, chiediamo al Parlamento ed al Governo italiano di discutere su modi e misure specifiche per proteggere al meglio persone vulnerabili ed i minori dalla pubblicità aggressiva ed ingannevole - si legge ancora - La regolamentazione della pubblicità dovrebbe essere supportata da studi e ricerche scientifiche, come già avvenuto in altre giurisdizioni europee (e.g. Studio della UK Gambling Commission – Young People and Gambling, 2016). Questo è un dibattito importante in cui gli tutti gli operatori online, compresi coloro che sono rappresentati da EGBA e LOGiCO, dovranno assumersi le proprie responsabilità. Siamo pronti a farlo».

Le pubblicità di gioco hanno un ruolo importante, «informare e indirizzare i clienti italiani verso operatori di giochi autorizzati», che devono «osservare la regolamentazione Italiana. Ciò è particolarmente vero per quanto concerne il gioco online, per il quale è stato recentemente introdotto il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA) dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che consente a qualunque cittadino italiano di escludersi dal gioco d’azzardo legale, inibendo automaticamente l’uso dei propri conti gioco, nonché nuove aperture, presso i Concessionari ADM».

Senza pubblicità «il gioco d'azzardo del mercato illegale non farà altro che prosperare: i consumatori italiani non saranno informati o guidati verso siti web autorizzati in Italia», mentre si rivolgeranno verso «operatori privi di concessione». 

Nella lettera, le due associazioni ricordano come la stessa Commissione Ue, in una specifica raccomandazione afferma che la pubblicità dei siti di gioco online “può svolgere un ruolo importante nel canalizzare i consumatori verso un'offerta che autorizzata e regolamentata", con l’obiettivo di informare, guidare e proteggere i consumatori, anche per questo motivo «nessun altro Stato membro dell'UE ha introdotto un divieto totale di pubblicità; piuttosto sono state previste misure specifiche per limitare la pubblicità, al fine di proteggere i minori e le persone vulnerabili».

PG/Agipro

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