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Ultimo aggiornamento il 28/05/2020 alle ore 20:58

Attualità e Politica

09/05/2020 | 11:56

Le scommesse “salva sport”, Nannicini (Pd): “Obiettivo condivisibile ma risorse incerte e rete legale a rischio”

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nannicini scommesse sport governo

ROMA - «È giusto trovare fonti di finanziamento che aiutino lo sport, che è un'industria importante per il nostro paese. Condivido quindi l'obiettivo del Governo di sostenere questo mondo, fatto non solo di grandi società, ma di tante realtà più piccole che si troveranno a fare investimenti nuovi, legati alle conseguenze dell'emergenza sanitaria. Dobbiamo tuttavia evitare che questa operazione di sostegno ponga costi insostenibili ad un'altra industria, anch'essa chiusa in questa fase di lockdown». 

È il commento di Tommaso Nannicini, economista e senatore Pd, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Governo Renzi, alla misura al vaglio del Ministero dell'Economia, che prevede un contributo (compreso tra l'1% e lo 0,75%) sulla raccolta delle scommesse sportive. Una aliquota che si aggiungerebbe alle imposte già previste a carico degli operatori. «Dobbiamo inoltre essere sicuri che le risorse a beneficio dello sport ci siano davvero – spiega  Nannicini ad Agipronews – perché se la tassazione a carico delle scommesse diventa insostenibile, si ottiene una contrazione dell'attività regolare di raccolta, a beneficio di quella sommersa. In questo modo, si farebbe un favore all'illegalità e non si otterrebbe per lo sport il sostegno sperato. Starei attento quindi a non pretendere troppo da un settore a cui abbiamo chiesto di stare chiuso per un periodo così lungo».

Nannicini indica un percorso alternativo: «Mi sembrerebbe più utile aprire un tavolo con il mondo dello sport e quello delle scommesse, e in tale sede mettere a punto forme di partnership condivise. Misure di questo tipo, adottate senza un confronto con tutti gli attori coinvolti, portano alle conseguenze negative di cui parlavo prima: impulso all'illegalità e fallimento dell'obiettivo».

Intanto, lo sport può aiutarsi da solo, accelerando nei limiti del possibile la ripartenza: «Non azzardo date e calendari, spero solo che si faccia in fretta un protocollo per ripartire in sicurezza. Fermo restando che in questa fase è impensabile prevedere assembramenti di persone, credo ci siano tutte le possibilità per raggiungere buoni standard di sicurezza, così da far ripartire l'industria sportiva e il suo indotto, come ad esempio gli eventi televisivi e lo stesso movimento delle scommesse regolari». 
MF/Agipro

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