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Ultimo aggiornamento il 04/12/2020 alle ore 09:38

Attualità e Politica

02/11/2020 | 16:17

Operazione "Scarface": numeri vincenti e servizi telefonici a pagamento, l'escamotage degli indagati per le attività di riciclaggio

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ROMA - Esperti di gioco sempre pronti a fornire le previsioni su numeri o tagliandi vincenti. Il mercato dei consigli a pagamento attraverso numeri di telefono "premium" o "a valore aggiunto" non sembra conoscere crisi, nonostante le numerose truffe scoperte dalle indagini giudiziarie degli ultimi vent'anni. E oggi, come emerso dall'operazione "Scarface" del Tribunale di Brescia, crea ancora vortici milionari sottratti al fisco e poi riciclati. Le "numerazioni a sovrapprezzo" - business floridissimo nei primi anni 2000, quando veniva gestito in maniera fittizia fuori dall'Italia, da società con sede nei paradisi fiscali - continuano a riscuotere consensi, soprattutto in alcune "nicchie" televisive costruite ad hoc per massimizzarne i risultati. Come, appunto, le trasmissioni che propongono il numero vincente o la combinazione infallibile chiamando un numero di telefono soggetto a tariffa maggiorata. Nel caso dell'operazione "Scarface" è stato scoperto che le imprese coinvolte operavano con «la quotidiana registrazione e messa in onda sui canali televisivi di trasmissioni per la previsione dei numeri del lotto, ad ognuna delle quali veniva assegnata una numerazione premium, “a valore aggiunto”». Gli utili aziendali «derivavano quasi esclusivamente» proprio dal volume di telefonate ricevute su tali numeri «e venivano impiegati per effettuare pagamenti» verso società satellite fittizie, intestate a prestanome, per la fornitura di servizi inesistenti o comunque per prestazioni ampiamente sovrastimate. Le somme venivano poi frazionate e accreditate su numerose carte prepagate - intestate a terze persone - dalle quali veniva prelevata l’intera somma il giorno stesso dell’accredito, o in quelli immediatamente successivi.
In Italia, dopo diverse strette normative, l'uso delle numerazioni "premium" a pagamento è regolato dall'Agcom. La regolamentazione attuale prevede un importo massimo addebitabile di 12,50 euro a chiamata, oltre all'Iva. Al raggiungimento del tetto massimo - di durata variabile al seconda del costo per minuto del servizio - il gestore è tenuto a disconnettere la chiamata.  LL/Agipro

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