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Ultimo aggiornamento il 22/09/2018 alle ore 20:35

Attualità e Politica

12/09/2018 | 15:45

Giochi in Piemonte, stangata alle imprese: anche i nuovi luoghi sensibili “sfrattano” le sale

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ROMA - Nuova stretta sul gioco in Piemonte. Ieri, dopo una lunga discussione, la Commissione Bilancio della Regione ha dato il via libera a un emendamento, presentato dalla maggioranza di centro sinistra, che modifica la legge antiludopatia, definendo gli obblighi degli imprenditori del settore sulla delicata questione degli “adeguamenti successivi”. In sintesi, si stabilisce che esercenti e titolari di sale che ospitano apparecchi di gioco siano obbligati a chiudere o trasferirsi in un lasso di tempo prefissato, nel caso in cui - una volta spostato l'esercizio commerciale - sorgano nuovi luoghi sensibili (come bancomat e compro oro) entro le distanze minime previste dalla legge. L'emendamento prevede che i titolari di esercizi pubblici (bar e tabacchi) si adeguino entro quattro anni, mentre le sale da gioco e sale scommesse hanno otto anni di tempo. La modifica, che dovrà essere approvata in aula, toglie alle imprese piemontesi (già falcidiate negli ultimi mesi dall'entrata in vigore del “distanziometro”) la possibilità di programmare qualsiasi investimento a lungo termine. Basterà, ad esempio, l'apertura di uno sportello bancomat, di un esercizio di compro oro o di un qualsiasi impianto sportivo nelle vicinanze, per trasformare una zona lecita in “proibita” e obbligarle a chiudere i battenti.
MF/Agipro
 

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