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Ultimo aggiornamento il 18/03/2019 alle ore 19:01

Attualità e Politica

26/02/2019 | 11:43

Regione Piemonte, studio sul gioco patologico con il Cnr: coinvolti 80 Comuni e 30mila residenti

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ROMA - La Regione Piemonte e l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr) hanno elaborato uno studio per studiare il gioco d'azzardo patologico. Nella ricerca, riporta una nota della Regione, saranno coinvolti 80 Comuni e oltre 30mila residenti. «Nella primavera del 2016, la Regione ha approvato la legge di contrasto al gioco d’azzardo patologico . si legge - A oltre due anni di distanza dall’applicazione di queste norme è di fondamentale importanza capire gli eventuali effetti di queste normative non solo sui volumi di gioco e di perdite», ma anche su altri aspetti che definiscono il fenomeno. «Nasce così l’idea del progetto GAPS, Gambling Adult Population Survey, che la Regione Piemonte ha commissionato al nostro gruppo di ricerca e che ha l’obiettivo di acquisire informazioni di livello locale sulla diffusione del gioco d’azzardo, dei profili di gioco a rischio e problematico, e sulle principali caratteristiche associate al comportamento di gioco», spiega la dottoressa Sabrina Molinaro, responsabile scientifica dello studio per CNR-IFC. Tra gli obiettivi del progetto c'è anche l'analisi degli effetti innescati dalle misure di contenimento dell’offerta attuate, sia a livello regionale, attraverso il “distanziometro”, sia a livello comunale per quanto riguarda le limitazioni temporali al gioco adottate da numerosi comuni piemontesi.

Lo studio GAPS verrà avviato nei prossimi giorni e rientrerà nel Piano integrato delle attività di contrasto, prevenzione, diagnosi e cura del gioco d’azzardo patologico adottato dalla Regione. Negli 80 comuni piemontesi che parteciperanno, oltre 30mila residenti tra i 18 e gli 80 anni  saranno sorteggiati in maniera casuale per la ricerca GAPS. A ciascuno sarà sottoposto un questionario cartaceo, anonimo, che garantirà la privacy dei partecipanti e conterrà una serie di domande sulle opinioni personali, le conoscenze e i comportamenti adottati nei confronti del gioco. «Non importa se chi compila il questionario sia un giocatore d’azzardo o meno, il successo dello studio dipende soprattutto dall’ampiezza della partecipazione», conclude Paolo Jarre, Direttore del Dipartimento Patologia delle dipendenze della ASL TO3 e coordinatore del gruppo di lavoro regionale sulla prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo. RED/Agipro

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