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Ultimo aggiornamento il 18/11/2017 alle ore 20:39

Attualità e Politica

17/11/2016 | 17:30

Riordino giochi, accordo più vicino tra Governo ed enti locali. Anci: «Punti critici, gli orari e la classificazione delle sale»

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ROMA - Fumata grigia: sul riordino del settore giochi sul territorio nazionale l'accordo tra Governo ed enti locali ancora non c'è, ma si registrano passi avanti. L'argomento, all'ordine del giorno della Conferenza Unificata odierna, è stato rinviato su richiesta dell'Anci. «Abbiamo chiesto un approfondimento - ha detto il presidente Antonio Decaro - sulla questione delle distanze minime dai luoghi sensibili, perché vorremmo conservarle anche per le sale di classe A. Inoltre, vorremmo scendere a 8 ore per quanto riguarda l'apertura delle sale, invece delle 10-12 proposte dal Governo».
Malgrado l'ennesimo rinvio, però, l'accordo sul riordino del settore, previsto dalla Legge di Stabilità del 2016, sembra più vicino, dopo mesi di confronto più o meno infruttuoso. Una schiarita al riguardo è arrivata dalla Conferenza Unificata di giovedì scorso, nella quale il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, ha illustrato la proposta governativa. Punti principali, la riduzione di circa il 33% delle slot sul territorio nazionale e il parallelo, drastico taglio dei punti vendita abilitati ad ospitare le macchine: dagli attuali 98 mila diverrebbero in una prima fase circa 60 mila, per poi ridursi ancora, soprattutto a spese di bar e tabacchi. Secondo la proposta gli esercizi pubblici sarebbero divisi in “classe A” e “classe B” e solo i secondi sarebbero soggetti alle limitazioni imposte dai comuni, come il divieto di gioco a meno di 500 metri dai “punti sensibili” (scuole, ospedali, ecc).
La bozza governativa ha smussato l'opposizione degli enti locali, tesi a proteggere le loro ordinanze restrittive in materia di giochi. «Sono stati fatti passi avanti notevoli – ha detto oggi Massimo Garavaglia, coordinatore della Commissione affari finanziari delle Regioni – ma restano restano delle criticità relative alle Regioni che hanno le norme più restrittive». Una di queste è proprio la Lombardia di Garavaglia, che nella trattativa con l'Esecutivo rappresenta l'ala dura. Conciliante il sottosegretario Baretta: «Il Governo vuole l'intesa, siamo disponibili a nuovi approfondimenti». La situazione potrebbe definirsi ulteriormente il 15 dicembre, giorno della prossima Conferenza Unificata.  

MF/Agipro

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