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Ultimo aggiornamento il 23/07/2018 alle ore 19:17

Attualità e Politica

10/07/2018 | 13:30

Scommesse, Cassazione: “Reato raccogliere gioco senza autorizzazione della Questura”

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scommesse cassazione

ROMA - È reato aprire un’attività di raccolta scommesse senza l’autorizzazione della Questura. È quanto conferma la Corte di Cassazione sul caso di due esercenti siciliani, condannati a 6 anni di reclusione dal Tribunale di Agrigento e dalla Corte di Appello di Palermo per gioco abusivo. La Terza sezione penale ha annullato la pena causa prescrizione del reato, ma ha confermato le motivazioni che avevano portato alla condanna. I due imputati, gestori di un centro scommesse senza concessione, avevano avviato l’attività «prima che giungesse il provvedimento di diniego» della Questura «e dopo la prima ingiunzione alla chiusura». La Corte di Appello di Palermo aveva dunque deciso correttamente, confermando «la responsabilità degli imputati per il solo fatto di avere esercitato, in carenza di autorizzazione, l'attività organizzata al fine di raccogliere o comunque favorire le scommesse in via telematica». Anche l’attività di intermediazione è stata verificata: i giudici di Palermo, conclude la Cassazione, avevano rilevato «che i ricorrenti non hanno effettuato solo un'attività di mero collegamento informatico con il bookmaker, ma in base al contratto sottoscritto hanno agevolato e favorito l'impresa commerciale, perché hanno costituito personalmente il tramite per l'effettuazione della giocata». LL/Agipro

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