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Attualità e Politica

15/11/2017 | 14:04

Operazione "Doppio Jack”: slot scollegate in 24 sale, evase imposte per 6 milioni

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ROMA - Sette persone sono finite agli arresti domiciliari, disposti dal gip di Firenze Antonio Pezzuti, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo del gioco d'azzardo e truffa. Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pm Filippo Focardi e che hanno coinvolto 40 persone, hanno portato al sequestro di 14 sale da gioco, 10 immobili, 7 auto, oltre a quote societarie di otto imprese e denaro depositato su oltre trenta conti correnti relativi ai 40 indagati e a una società maltese per un valore complessivo di quasi otto milioni e mezzo di euro. I militari, nel corso dell'operazione “Doppio Jack”, hanno eseguito 30 perquisizioni nelle province di Firenze, Roma, Venezia, Prato e Pistoia. Le indagini hanno preso avvio alla fine del 2013, dopo alcuni riscontri emersi durante un controllo effettuato nei confronti di un'associazione sportiva dilettantistica di Empoli. In quell'occasione, le Fiamme Gialle avevano scoperto che le slot machine, durante il loro funzionamento, non erano collegate alla rete dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, procedura necessaria per monitorare i flussi di gioco e per calcolare l'imposta dovuta all'erario. 

I successivi accertamenti hanno consentito di individuare l'esistenza di una organizzazione criminale strutturata per creare sale gioco clandestine camuffate da enti associativi non commerciali, formalmente non a scopo di lucro, come associazioni sportive dilettantistiche, circoli culturali, internet point, posti telefonici in diverse regioni (Toscana, Lazio, Veneto, Marche e Emilia Romagna). La tecnica ideata dal 'dominus' della truffa (un imprenditore veneziano di 50 anni) con la collaborazione di un tecnico informatico, consisteva in una piattaforma di gioco on line illegale che consentiva di collegare le slot presenti nelle sale gioco clandestine a un server nell'isola di Malta, in grado di conteggiare le vincite senza rendicontarle al fisco italiano. Le 24 sale da gioco clandestine inizialmente individuate erano dotate di apparati di videosorveglianza e di sofisticati congegni tecnici che, applicati sulle macchine da gioco, erano in grado di "resettare" le stesse nel caso di controlli delle Forze di Polizia, interrompendo immediatamente il collegamento con la piattaforma illegale. Una stima iniziale calibrata su 3 "sale da gioco" abusive scoperte ha consentito di quantificare giocate mensili effettuate per oltre 10 milioni di euro ed un'imposta evasa per circa 6 milioni.

RED/Agipro

 

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