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Ultimo aggiornamento il 18/10/2018 alle ore 20:47

Attualità e Politica

17/02/2018 | 15:53

Gioco patologico, Sapar Puglia: «Prossimo Governo bilanci tutela della salute con esigenze delle imprese»

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slot sapar

ROMA - «È indifferibile giungere con la prossima legislatura ad una normativa univoca dell’industria del gioco, introducendo regole comuni per tutti, in grado di contemperare il libero esercizio di impresa con la tutela della salute dei cittadini». È l’appello che la delegazione pugliese di Sapar, associazione dei gestori da apparecchi da intrattenimento, rivolge alle forze politiche in vista delle prossime elezioni. In una lettera idealmente inviata a tutti i candidati del prossimo 4 marzo l'associazione effettua alcune precisazioni in merito alla campagna di sensibilizzazione “Mettiamoci in gioco”. Presentata nei giorni scorsi a Bari, chiede l’adesione dei candidati alle prossime elezioni politiche ad un manifesto in cui si chiede di ridurre a zero la pubblicità sui giochi, la regolamentazione autonoma da parte di Enti locali e Regioni liberi, di stabilire orari e dislocazioni degli esercizi di gioco e il diritto alla cura. 

In merito al primo punto Sapar precisa che «il settore delle apparecchiature da intrattenimento è fuori dal mercato pubblicitario e che le offerte degli altri tipi di gioco  sono più aggressive delle slot». Quanto invece all'autonomia degli Enti Locali nello stabilire distanze e orari di funzionamento «la proliferazione di regolamenti regionali e comunali che colpiscono un solo settore, cioè quello esclusivo delle slot, inducono aziende e locali pubblici, che operano nel pieno rispetto della legge, a chiudere i battenti e a licenziare il personale, alimentando i circuiti illegali» precisa Sapar. Infine, riguardo il diritto alla cura, l'associazione pone l’accento sull’utilizzo dei fondi (50 milioni di euro) destinati alla cura delle dipendenze da gioco patologico. «In attesa che i piani regionali siano definitivamente approvati, Sapar vigilerà costantemente sulla erogazione dei contributi nel timore che  una “distribuzione a pioggia” vanifichi i reali obiettivi di tutela della salute, beneficiando esclusivamente enti e/o associazioni che nascono all’occorrenza». AG/Agipro

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